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Treviso, stop all’alcol, notificata l’ordinanza. «Così chiuderò per sempre il pub»

Lunedì mattina gli agenti hanno fatto visita ai gestori dei locali tra via Orioli e piazza Giustiniani. La rabbia del titolare del Celtic

TREVISO. L’annuncio della stretta alla vendita di alcol in via Orioli e piazza Giustiniani lunedì mattina aveva già creato allarme tra gli esercenti della zona, poi con la notifica da parte della polizia locale per alcuni è stato il momento dello sconforto e della rabbia.

Uno su tutti Roberto Albertini del Celtic Pub: «Per me smettere di vendere l’alcol alle 14 significa chiudere. Dopo un anno così è una mazzata che non ci meritiamo».

L’ordinanza firmata  dal sindaco Mario Conte colpisce in particolare gli esercenti di via Orioli e piazza Giustiniani, salva un lato di via Roma e la gastronomia Albertini. Il raggio di azione delle nuove regole è strettissimo, e sta facendo urlare alla discriminazione e prestando il fianco ad eventuali ricorsi al Tar.

Insomma la nuova mossa per cercare di arginare il problema violenza e criminalità nel quadrante non convince chi ci lavora.

I divieti

L’ordinanza vieta la “vendita e somministrazione di alcolici e superalcolici dalle ore 14 alle ore 3 del giorno successivo per gli esercizi commerciali di via Orioli e quelli di Piazza Giustiniani, immediatamente adiacenti a via Orioli, nonché per i pubblici esercizi/attività artigianali che operano nei pressi di via Orioli e più precisamente quelli operanti in via Roma tra via Orioli e Riviera Santa Margherita”.

E ancora impone la chiusura dalle 19 alle 8 “per tutte le attività commerciali (esercizi commerciali di alimentari e/o non alimentari, acconciatori-parrucchieri-barbieri/estetisti, attività artigianali, attività terziarie e di servizi) che hanno l’ingresso dell’utenza da via Orioli e quelli operanti in Piazza Giustiniani, immediatamente adiacenti a via Orioli”.

In altri termini il Celtic Pub e il bar sotto il portico non potranno servire alcoli fin dalle 14, come il kebab (che però già non ne vende) e i piccoli alimentari etnici che si trovano in via Orioli. Questi, inoltre, insieme alle altre attività – ma non i bar e il kebab – dovranno abbassare le serrande alle 19. Ieri mattina gli agenti della polizia locale sono andati a notificare ai titolari delle attività l’ordinanza.

I più penalizzati

I più penalizzati sono proprio il bar sotto il portico e il Celtic Pub. Il titolare Albertini non ha mancato di far sapere agli agenti le contraddizioni del provvedimento, «quindi io non posso vendere alcol mentre il bar Venezia e i locali dall’altra parte delle strada sì?». L’idea di impugnare il provvedimento al Tar si fa avanti immediatamente, anche se la durata limitata dell’ordinanza – un mese – e i costi legali frenano le intenzioni di Albertini. «Abbiamo appena ripreso a lavorare, e ora ci vogliono impedire di vendere alcol. Si rendono conto che al mio pub principalmente si beve birra? Equivale a farmi chiudere», sbotta Albertini.

Secondo il titolare del Celtic Pub inoltre il provvedimento va a colpire proprio dove non serve: «Qui non si vende alcol a prezzi da supermercato; i problemi della via non hanno nulla a che vedere con la mia attività. In 16 anni di lavoro non è mai successo nulla nel mio pub e non ho mai creato problemi».

Il divieto di vendere alcol arriva poi in un momento attesissimo, quello delle finali di Rainbow Cup a Monigo. Il Celtic trasmette le partite ed è frequentato dagli appassionati di rugby: «Ho siglato anche una convenzione per offrire una birra ai turisti che verranno qui; faccio servizio mensa per le Ferrovie dello Stato e per Mom. Tutte attività che verranno messe in ginocchio da quest’ordinanza», conclude Albertini. Il divieto di somministrazione dell’alcol non riscuote gran successo nemmeno tra i residenti, «andranno a prendersi le bottiglie da qualche altra parte, e verranno qui a berle o arriveranno già ubriachi», è il timore di molti.

I PROBLEMI

Via Roma dopo l’anno di Covid si è riscoperta al centro di spaccio e di violenza, con le baby gang a imperversare nei fine settimana. I controlli frequenti, da due settimane il presidio più o meno fisso della polizia locale, ora anche l’ordinanza. E’ il crescendo di misure messe in atto da Ca’ Sugana per salvare via Roma, i cui residenti da ormai un ventennio vivono in un continuò deja-vù, fatto di annunci e provvedimenti che non hanno ancora risolto i guai atavici dell’area.  

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