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A Treviso il distretto della street art sulla Restera: murales e creatività fino a Silea

La presentazione del progetto Restera Art District nell’ambito del festival Anthropica fondato e diretto da Michele Zappia

Nasce un percorso dedicato alla pittura che usa gli edifici come tela. L’assessore Colonna Preti: «Presto la mostra al Bailo». Zappia: «Vogliamo arrivare al mare»

TREVISO. È nato Restera Art District, il nuovo distretto di arte urbana comprendente oltre 30 opere di murales, ma anche installazioni, ceramiche e affreschi, che si sviluppano su oltre duecento metri di muro lungo l’Alzaia sul Sile a Treviso.

Il percorso è frutto di sette edizioni di Anthropica, il festival di street art fondato e diretto da Michele Zappia, che ogni anno dal 2015 chiama a raccolta i migliori muralisti del territorio, che per una settimana in primavera dipingono “live” interagendo con i passanti incuriositi dal loro lavoro.

Restera Art District, Colonna Preti: "Sarà una nuova attrazione turistica"

«Consideriamo il Restera Art District una sorta di Urbs Picta 4. 0 e per il festival Anthropica del prossimo anno organizzeremo una mostra sull’arte urbana al museo Bailo – annuncia l’assessore alla cultura Lavinia Colonna Preti – inoltre questo percorso entrerà a pieno titolo tra gli itinerari artistici e turistici della città inclusi nel nuovo portale Treviso Esperienziale e nella City Card, inserendosi nelle azioni di valorizzazione della passeggiata che, oltre al già attivo noleggio di biciclette, ospiterà punti di ristoro che stiamo progettando al tavolo regionale sulle vie d’acqua».

Ogni opera è ora contrassegnata da una targa in ceramica del laboratorio Visentin, che vuole rendere identificabili i murales, fino ad oggi lasciati alla loro natura “spontanea”, spesso senza titolo né firma. Tra le novità di quest’anno c’è il grande dipinto collettivo “Rad” (acronimo di Restera Art District) che apre il percorso mettendo insieme richiami ambientali, dai fiori di Silvia Menegon alla rana di Aldana Ferreyra, dalle canoe di Gilli ai pesci di Francesca Maria Costa, fino ai topi con gli psicofarmaci di Sciospen, metafora della condizione umana nella pandemia.

Prima della galleria sotto il ponte della Gobba i “pesci fuor d’acqua” di Costa sugli scalini in pietra accompagnano la vista verso il fiume, dopo la galleria c’è invece l’originale installazione di Saimon Subs, un gufo assembrato con materiali di recupero. “Oh ma dove ti scampi? ” è invece il gambero molto pop di Bignotto, poi c’è il volto fiorito di “Alida” disegnato da Lucchese e la “Promenade” di papere davanti a una metropoli di Isabella Tiveron. Nicoletta Biondo di Tarvisium Gioiosa ha proseguito il suo ciclo di affreschi sulle carte tradizionali che, dopo gli assi della briscola e gli arcani minori, annovera oggi i “tre napoletani”.

Michele Zappia

Ci sono inoltre ceramiche realizzate in collaborazione con la scuola di H-Farm, dove gli alunni hanno scritto i loro Haiku sulla pace. Queste le opere di fresca fattura, che vanno ad aggiungersi al ciclo in omaggio ai manifesti Salce, alla coloratissima giungla della muralista argentina Aldana Ferreyra, al bacio dell’illustratrice Anna Crema e al grande intreccio di fili che annodano le “Relazioni sociali” impreziosito da vetri di murano di Augusto Aghi e Miguel.

Restera Art Distric, Zappia: "Il nostro sogno è un museo lungo tutto il Sile"

«Oggi i murales vanno dal ponte della Gobba alla centrale elettrica di Silea, ma il nostro sogno è di arrivare fino a Cavallino Treporti – svela Michele Zappia – diventando un volano strategico per la promozione turistica del territorio, e per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, dal supporto delle amministrazioni a quello delle imprese, ma anche dei singoli cittadini che hanno voglia di dare una mano». —

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