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Incidente mortale di San Fior, filmati al setaccio. Il “pirata” insiste: «Non l’ho visto»

Sopralluogo dei carabinieri nel tratto dello schianto: si vuole ricostruire l’esatta posizione della vittima. L’avvocato dell’investitore: «Non è accertato che abbia volontariamente cercato di dileguarsi»

SAN FIOR. Sono stati acquisiti i filmati di videosorveglianza dagli inquirenti, sull’incidente mortale che ha visto vittima Giovanni Dei Negri, cinquantenne di Castello Roganzuolo.

Lunedì mattina i carabinieri sono ritornati nella zona della tragedia sulla Pontebbana e hanno esaminato le telecamere presenti, per verificare se sono stati registrati i drammatici istanti dell’investimento.

In quel tratto della statale, poco prima del centro di San Fior, ci sono percorsi ciclopedonali in entrambi i lati. L’investitore, Gianni Aere cinquantaduenne panettiere di Zoppola, arrestato nell’immediatezza e posto ai domiciliari, è stato rimesso già domenica pomeriggio in libertà.

Dalla Procura non sono stati richiesti provvedimenti cautelari nei suoi confronti. Rimangono sotto sequestro la vettura, una Ford Tourneo, e il cellulare. Aere oltre che di omicidio stradale è stato accusato di omissione di soccorso. Non ancora fissata l’udienza di convalida dell’arresto.

«È tutto da accertare, come si siano verificati i fatti e se effettivamente abbia tentato di dileguarsi», spiega l’avvocato Enrico Villanova, nominato legale d’ufficio. Il panettiere ai carabinieri aveva riferito di non essere accorto di aver centrato una persona quando, dopo circa cinquecento metri era stato fermato da una pattuglia dei carabinieri di Conegliano che stava effettuando un posto di controllo, sempre sulla statale a San Fior. Evidente era il parabrezza distrutto sul lato destro. Giovanni Dei Negri si trovava a piedi perché gli era stata appena ritirata la patente, per aver di poco, pochi minuti prima, superato il limite alcolemico.

Aveva trascorso la serata con amici e stava tornando a casa. Il cinquantenne abitava in via Cancian sulla collina di Castello Roganzuolo con i genitori Oreste e Adelina, si occupava della loro assistenza. Lascia anche il fratello Luciano e la sorella Rita. Aveva lavorato come operaio in diverse aziende. Dopo essere rimasto senza lavoro cinque anni fa, si era dedicato all’attività di agricoltore nei vigneti di famiglia e allevava vitelli.

«Una famiglia di brave persone», spiega l’ex vicesindaco Alberto Tonon, che esprime il cordoglio della frazione di Castello, dove Giovanni era conosciuto. In attesa degli accertamenti della magistratura non è stato possibile fissare la data dell’ultimo saluto a Giovanni Dei Negri. A celebrare il funerale sarà don Gianfranco Armellin, parroco di Castello Roganzuolo fino a tre anni fa.  

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