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La tragedia di Visnadello, il suocero aveva già minacciato la nuora: «Spero tu muoia»

La disperazione di Claudio Baseotto, marito di Bruna

La deposizione di Claudio Baseotto, il marito di Bruna, ai carabinieri: «Però non avrei mai pensato che sarebbe potuto succedere»

SPRESIANO. «Chissà che te mori, chissà che te mori». Chissà che tu muoia. Era questa la frase che Lino Basetto non mancava mai di pronunciare, durante i frequenti litigi con la nuora Bruna. Lo aveva fatto anche nella mattinata di mercoledì, un brutto presagio in un giorno di festa. Poco prima che l’omicidio-suicidio si consumasse il 2 giugno nel cortile della loro casa al civico 89 di via XXIV maggio a Visnadello, nuora e suocero avevano litigato per la gestione dei cani. Uno dei tanti diverbi, l’ennesimo, che avevano costellato il loro rapporto. Tutti per motivi futili, che contribuivano ad alimentare la problematicità di un rapporto tutt’altro che sereno.

Le minacce sottovalutate

Ma stavolta quella frase ripetuta in dialetto veneto è risuonata come una minaccia più che un macabro augurio. Non si dà pace, Claudio Baseotto, figlio del pensionato ottantenne e marito di Bruna Mariotto, 50 anni, quando, poco dopo l’omicidio-suicidio che ha sconvolto la vita sua e della figlia, racconta ai carabinieri del reparto operativo di Treviso, comandato dal colonnello Ermanno Magistris, di quelle frasi minacciose e dei rapporti tesi che si trascinavano ormai da parecchi anni tra la moglie e il padre. «Loro non si sopportavano da sempre - ha detto Claudio - e non facevano mai nulla per nasconderlo».

Nemmeno Claudio era riuscito a mettere pace tra il padre e la moglie, che non avevano mai trovato un giusto equilibrio.

Nella villetta di Visnadello, dove suocero e nuora convivevano forzatamente sotto lo stesso tetto, il primo al piano superiore con la moglie Rosa Fontebasso e la seconda al piano terra con Claudio e la figlia minorenne, le discussioni erano all’ordine del giorno. «Lui spesso - ha raccontato agli investigatori Claudio Baseotto - le ripeteva “Chissà che te mori, chissà che te mori” ma mai avrei pensato che un giorno avrebbe imbracciato il fucile da caccia e l’avrebbe uccisa, altrimenti tutto ciò non sarebbe successo».

Un mazzo di fiori per Bruna

Ed invece quelle minacce che nascondevano un livore latente sono diventate realtà mercoledì pomeriggio quando il pensionato, che non aveva digerito l’osservazione sui suoi cani da caccia, cui lui era molto affezionato, ha imbracciato la doppietta, l’ha caricata con due cartucce ed ha sparato alla nuora, prima di riservare un colpo a sè stesso.

La casa sotto sequestro

Nel frattempo la villetta, dove è avvenuto l’omicidio-suicidio, su disposizione del sostituto procuratore Daniela Brunetti, che coordina le indagini dei carabinieri, è stata posta sotto sequestro. Claudio Baseotto, la figlia e la madre hanno trovato alloggio in un’altra casa, da parenti. Nonostante l’indagine sia destinata a chiudersi con un’archiviazione per la morte del reo, gli investigatori sono a caccia di tutti gli elementi utili per confermare la dinamica e chiudere una triste pagina cronaca.

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