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I Consorzi del prosecco aprono agli ecologisti: «Sostenibilità, faremo di più»

Circa cinquecento persone hanno partecipato domenica alla manifestazione di Follina

Nardi (Docg): «Dal Manifesto di Follina sollecitazioni utili a migliorare ancora. Sullo stop al glifosato e all’impianto di nuovi vigneti siamo già all’avanguardia»

CONEGLIANO. Sorpresa. Il “Manifesto di Follina”, compilato dal coordinamento delle associazioni che fanno parte del Comitato Marcia Stop pesticidi, trova d’accordo, "per larga parte" anche la governance del Consorzio prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene.

«Abbiamo apprezzato i toni costruttivi del raduno – ammette il presidente Innocente Nardi – e possiamo dire, con soddisfazione, che tante delle richieste avanzate sono già un nostro patrimonio, come scelte adottate. Potremmo fare di più? Sicuramente. Ecco, infatti, il nostro impegno per la certificazione ambientale del territorio». Un intero territorio certificato per la sua sostenibilità.

RIDUZIONE DEI PRODOTTI DI SINTESI

Che è poi l’impegno assunto anche da Stefano Zanette, per il Consorzio Prosecco Doc. Nardi ringrazia l’associazionismo ambientalista per gli stimoli avanzati. E, rispondendo alle sollecitazione dei 500 di domenica, a Follina, ricorda che il glifosato è stato bandito dal Conegliano-Valdobbiadene, assicura l’orientamento ad abbandonare progressivamente i prodotti di sintesi, dice di concordare perfettamente sull’esigenza di bloccare l’ulteriore espansione di vigneti («Noi l’abbiamo stoppata per tre anni e l’orientamento è di proseguire»).

Dice anche di condividere il richiamo alla conservazione della biodiversità: «Nel nostro territorio coltiviamo metà vigneti e preserviamo metà area a bosco». Il tema della sostenibilità è in continua evoluzione, per cui, secondo Nardi, potrebbero maturare ulteriori progressi. Nel corso del sit-in all’ombra dell’abbazia di Follina sono state chieste le dimissioni dell’assessore regionale Giampaolo Bottacin, in particolare da parte di Fausto Pozzobon di Legambiente per le casse di espansione a Ciano.

BOTTACIN E LE CASSE DI CIANO

«Io ho il compito di salvare vite umane e gli interventi che ho fatto, anche a fronte di molte contestazioni, in questi anni hanno già dimostrato la loro efficacia – afferma Bottacin - Visto e considerato che nell'evento del 2020 abbiamo registrato precipitazioni maggiori al 1966 e molto maggiori a quelle del 2010, ma non ci sono stati né gli oltre 100 morti del 1966 né mezzo Veneto allagato come nel 2010. Così come a seguito di Vaia autorevolissimi scienziati e tecnici (fino anche al presidente Mattarella) hanno riconosciuto che gli interventi effettuati dalla Regione hanno consentito di preservare le vite umane. Rispondo pertanto all’esponente di Legambiente che noi le opere le facciamo e nel pieno rispetto delle leggi e delle norme, ivi comprese quelle europee».

«E per quanto riguarda la protezione delle reti Natura 2000 – aggiunge Bottacin – rispettiamo perfettamente la direttiva alluvioni che dedica ampio spazio agli interventi di difesa del suolo nelle aree protette. Se non vogliono l'intervento sulle grave di Ciano dicano quale è l'alternativa (visto che ponte non è alternativo ma complementare). Dopo di che, ribadisco che la decisione di quale opera fare non è mia».

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