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Pedemontana, maxi bretella per Treviso

Un collegamento diretto dalla Superstrada alla fine della tangenziale: torna in auge il piano proposto da Manildo nel 2017

TREVISO. Perché non pensare a una bretella che colleghi la Pedemontana direttamente a Treviso, all’attuale fine della tangenziale, a Paese, nel punto dove termina da quasi quarant’anni la tangenziale?

La storia

Se lo chiedeva nel 2017 la giunta di centrosinistra, raccogliendo diverse istanze e proposte anche di professionisti, che invocavano un aggiornamento delle rete viaria attorno al capoluogo alla luce dell’arrivo della superstrada. Soprattutto per l’anomala situazione del capoluogo, penalizzata dal mancato completamento della tangenziale anulare modello Ring (cominciata nel 1974 e arrivata fino alla Castellana in quasi mezzo secolo: la Salerno Reggio Calabria, al confronto ha tempi giapponesi), dal boom di veicoli (65mila, per 89 mila abitanti) e da un sistema viario complessivo datato, come dimostra l’arteria simbolo strada Ovest.

Effetto Pedemontana

Il sindaco Manildo, allora, prese carta e penna e scrisse all’Anas, chiedendo di valutare la soluzione viaria, e comunque di studiare l’impatto dell’arrivo della Pedemontana su tutto il quadrante nord della città, una sorta di cuscinetto tra la Spv e la strada Ovest, con tutti i territori dei comuni confinanti (Quinto, Paese, Ponzano, Villorba) alla luce dell’arrivo della superstrada veneta.

Caccia ai fondi

Di più, la giunta di centrosinistra chiedeva anche alla giunta regionale di aprire un tavolo per risolvere i nodi irrisolti lasciati in eredità dalle giunte Gentilini e Gobbo in 19 anni, dal Terraglio Est (caduto per mano della Lega spaccata) al quarto lotto della Tangenziale (di fronte i 54 milioni, la giunta leghista disse no, facendo irritare, eufemismo, sia Muraro che Vernizzi). Non se ne fece nulla, ma il fatto che al ritorno della Lega al governo della città si siano sbloccate le questioni. E già trovati i fondi per il terraglio Est, fa capire che la questione fosse solo politica, e che il problema annoso del capoluogo sussiste. Adesso la suggestione, con la Pedemontana aperta e in via di ultimazione fino a Villorba fino all’innesto con l’A27, torna di stringente attualità. Anche in casa Lega, in maggioranza e nel partito: in questo momento c’è chi ha voglia di tornare alla carica. Soprattutto quando ha visto che ora è sul tavolo la bretella di Loria, da 200 milioni, oltre alle altre soluzioni calibrate sul quadrante della Castellana.

Lega, giorni roventi

«Tanti soldi per la nostra città non li ho mai visti, mi pare ci sia un problema di strabismo territoriale», si è sfogato un big del capoluogo, «nessuno discute le esigenze della Castellana, ma forse anche altre aree della provincia meritano quantomeno la stessa attenzione. C’è stata una lista delle priorità, sul tema viabilità?». Ma siccome sono giorni roventi, in casa Lega, per la tensione che corre fra Provincia e Ca’ Sugana anche su altri fronti (turismo e non solo, vedi la recentissima riunione al K3 dove molti sindaci hanno criticato l’attivismo di Conte con la fondazione Mazzotti), nessuno ha voglia di parlare, e di alimentare le polemiche.

La suggestione

L’idea, o almeno la suggestione, era quella di deviare in direzione Nord i 3,9 chilometri di collegamento fra Feltrina e Castellana. A quel punto ne resterebbero una decina, per arrivare alla Pedemontana e creare un supercorridoio di ingresso alla città che alleggerisca tutta la pressione sulle arterie come Postumia Romana e strada Ovest ma anche sul reticolo delle provinciali tra capoluogo e tracciato della Pedemontana fra Montebelluna e Villorba. Ipotesi che non dispiacerebbe, tra gli altri, ai residenti di Monigo che contestano il quarto lotto della tangenziale. 

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