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Francesco, in moto, è il primo «Ero impaziente di provarla»

Imprenditori e semplici curiosi hanno provato la Superstrada subito dopo l’inaugurazione «È bella, sicura e l’aspettavamo ma così è un po’ troppo cara»

enzo favero
2 minuti di lettura

MONTEBELLUNA

Il suono dei clacson ha salutato alle 15 l’apertura della Pedemontana Veneta al casello di Montebelluna Est. Il primo a entrare è Francesco Rigato (nella foto al centro), in moto. È arrivato da Istrana venti minuti prima dell’apertura per provarla. «La aspettavamo da tempo, questa arteria è il nostro orgoglio veneto e ci tenevo a essere tra i primi a percorrerla e sono proprio il primo. Non ho problemi di tempo e volevo essere qui a percorrerla dopo aver atteso per così tanto». Dopo di lui, in Renault Kadjar, c’è Romeo Noal, è arrivato da Trevignano, e anche lui, iscritto alla associazione non udenti di Montebelluna, è lì al casello di Montebelluna Est per vedere com’è la Pedemontana dall’interno.

Ieri c’era chi l’ha vista crescere metro dopo metro, come Adriano e Marco Rizzardo, i fratelli titolari dell’omonima impresa di demolizioni che confina con la nuova arteria. Al mattino i fratelli Rizzardo hanno organizzato un rinfresco in azienda per festeggiare l’apertura della nuova strada e al pomeriggio sono lì infila per provarla. «Andiamo fino ad Altivole – spiega Adriano Rizzardo– sono quarant’anni che attendiamo questa strada, siamo con la nostra azienda qui da vent’anni e finalmente la si può percorrere. Certamente ci sarà chi troverà da ridire, ma è una strada importante, lungo la quale vedremo nascere tante aziende».

«Se devo andare fino ad Altivole in camion – aggiunge il fratello Marco Rizzardo – devo andare fino a Cornuda e poi scendere lungo la 667, adesso invece in pochi minuti possiamo arrivarci». C’è anche chi la prende per lavoro, come Valerio Zago, agente di commercio: «Devo andare a Bassano per lavoro –spiega– e ho colto l’occasione dell’apertura della Pedemontana Veneta per andare lì. Era tempo che la rendessero operativa». Un automobilista in transito grida il suo slogan: «Ecco l’Italia che riparte». Al di là della Feltrina c’è invece il casello di uscita, sulla stradina che passa sopra la trincea c’è Lorena sulla sua bicicletta: «Abito al di là del ponte e volevo vedere i primi che la percorrevano, domani la farò anche io perché devo andare a Bassano». E i rumori? «Finora ho sentito i rumori dei camion che passavano mentre la costruivano perché devono ancora aprirla più in là, hanno messo sì le barriere, ma penso che servano a poco».

Il primo a uscire al casello di Montebelluna Est è Giuseppe Bordignon, di Nove, con Carolina. «Sono entrato ad Altivole, volevo percorrerla per curiosità, è una strada bella liscia». Costo? «Due euro da Altivole a Montebelluna, ma va bene». Sui costi non tutti sono della stessa opinione. «Io l’ho percorsa per lavoro da Breganze a Montebelluna – afferma Leo Capparelli – ho impiegato venti minuti e ho pagato 7,80 euro, è troppo cara». C’è chi è entusiasta, come Virgilio Daniel da Caselle di Altivole: «È stupenda, ci voleva proprio questa strada – dice – io poi ho il fratello che vive a Ravenna e appena avranno aperto anche il troncone est per me sarà comodissimo andare a trovare mio fratello». Arriva all’uscita Stefano Alessi che ha un dubbio da chiarire e si rivolge all’operatore spagnolo presente al casello. «Volevo provarla – spiega – sono uscito a Dueville e ho preso la Pedemontana Veneta a Thiene ma non c’era alcuna barriera all’entrata e volevo capire come sarebbe stato calcolato il pagamento del tragitto che ho fatto». —



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