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Morto in cantiere a Montebelluna, gli indagati salgono a otto

La procura ha disposto una perizia sulla gru da cui è precipitato il carico che ha travolto e ucciso l’operaio di 23 anni

MONTEBELLUNA. Salgono ad otto gli indagati per omicidio colposo per la morte di Mattia Battistetti, 23 anni, l’operaio della ditta Altedil di Trevignano che la mattina del 29 aprile scorso era stato travolto e ucciso da un bancale di impalcature del peso di 15 quintali, in un cantiere edile di via Megellano a Montebelluna, a causa del cedimento del capocorda di una gru che era manovrata dal basso da un collega della vittima.

Oltre ad Andrea Gasparetto, 42 anni, legale rappresentante della Altedil (assistito dall’avvocato Alessandro Zanon), l’azienda per la quale lavorava la vittima, e Gianantonio Bordignon, 55 anni di Volpago, titolare del cantiere edile “Costruzioni Bordignon” (difeso dall’avvocato Pierio Barolo), dove il giovane montebellunese ha perso la vita, nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi di altre sei persone tra le quali l’operatore della gru, il delegato della sicurezza, il coordinatore della sicurezza, il costruttore bolognese della gru e pure il manutentore.

Si tratta tutte di persone che hanno avuto un ruolo legato al funzionamento della gru e che, dunque, anche a loro garanzia, come atto dovuto, la procura ha coinvolto nell’inchiesta per presenziare con un legale o con un consulente all’accertamento tecnico irripetibile, che sarà disposto nei prossimi giorni. Il quesito che i consulenti della procura dovranno chiarire è unico e semplice: qual é stata la causa che ha provocato la caduta del carico che ha travolto ed ucciso il giovane montebellunese.

La tragedia si era consumata nel cantiere del Residence Magellano, due palazzine di nuova costruzione poco fuori del centro di Montebelluna, nella zona dove sorgono alcuni istituti superiori. Il giovane, dipendente di un’azienda che ha in subappalto l’allestimento dei ponteggi della palazzina in costruzione, figlio di un dipendente dell’ospedale e di un’insegnante, avrebbe dovuto completare l’armatura del cantiere. Lui e il collega avevano appena preso servizio ed erano arrivati da Mogliano.

I due operai stavano camminando nel passaggio tra i due stabili, una delle palazzine è della Bordignon Costruzioni, l’altra della Immobiliare Galileo. Erano all’incirca le 8 del mattino. A manovrare la gru, da terra, un collega non distante da Mattia Battistetti. All’improvviso, il capocorda, il pezzo che si trova sull’estremità della gru, è ceduto e il carico da quindici quintali che doveva essere calato per andare ad armare un edificio, è precipitato a terra, schiacciando il giovane che per fatalità si trovava sotto ed è morto sul colpo, sfiorando il collega, rimasto illeso.

Mattia ha lasciato Il papà Giuseppe, tecnico del laboratorio analisi dell’ospedale di Montebelluna, la mamma Monica, maestra elementare, e la sorella Anna, impiegata alle Poste. Sono tutti pronti a costituirsi parte civile. «Vogliamo la verità», hanno sempre detto.

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