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Paola Carron: «La Pedemontana ci cambierà la vita, ma ora mi aspetto sconti per i residenti»

La costruttrice e vicepresidente di Assindustria delegata a edilizia, territorio e infrastrutture: «Un’opera fondamentale che potrebbe cambiare la vita di molti, ora bisogna potenziare anche i collegamenti sull’asse Nord-Sud»

TREVISO. In un anno che sarà ricordato anche per l’escalation dei prezzi delle materie prime e dei trasporti, l’apertura della Superstrada Pedemontana nella Marca fa rima, per le imprese, con «risparmio».

Al netto di qualche tassello da sistemare alla voce pedaggi, l’inaugurazione del tratto Bassano Ovest-Montebelluna Est, in programma domani mattina, consentirà a merci e persone di viaggiare più in fretta e con costi minori. Ne è convinta Paola Carron, vice presidente di Assindustria delegata a edilizia, territorio e infrastrutture.

Come cambierà la vita delle imprese trevigiane da domani, con l’apertura del primo tratto trevigiano di Pedemontana?

«Beh, sono curiosa di salirci e di provarla: la vivo in modo particolare, è a due passi dalla nostra azienda, mi auguro che ci cambi la vita. La nostra sede è a San Zenone, quindi vicinissima ai caselli di Riese e Mussolente. Finora mi capitava di salire in auto per andare a Treviso senza sapere quanto ci avrei messo. Non pensavo di vederla realizzata in questi tempi, diamo atto alla Regione e al suo presidente di averci creduto e di aver accelerato per arrivare all’inaugurazione di domani».

Quello che preoccupa il mondo produttivo, però, sono i pedaggi. Cosa ne pensa?

«Avendo il telepass non ci si rende conto delle cifre esatte, ma da Bassano Ovest fino a Breganze sono circa 2,50 euro. Andata e ritorno tutti i giorni, per cinque giorni, importi di questo genere potrebbero pesare nelle tasche del cittadino. Abitando in zona, è un’opera che potrebbe aiutarci ad andare al lavoro un po’ più sereni. A monte erano previste agevolazioni per i residenti, poi sono cambiate le regole e la Regione si è messa in gioco personalmente e ora deve rispettare un piano finanziario preciso, ma vediamo cosa si può fare d’ora in avanti».

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Da Montebelluna Est, tuttavia, per raggiungere Treviso dovrà ancora tornare sulla viabilità ordinaria. Il collegamento con Spresiano arriverà solo a inizio 2022. Non rischiamo di riversare altro traffico sulle solite strade?

«Sì, ritengo che sia fondamentale potenziare anche i collegamenti sull’asse Nord-Sud, dopo aver tracciato quelli Est-Ovest. Penso anche a chi arriva da Vicenza e deve andare a Cittadella: esce a Bassano e deve fare la Valsugana, arteria già intasata di suo. C’è un casello in corrispondenza dell’uscita di Loria per collegarsi con la Statale del Santo, e anche qui mi chiedo se la Statale saprà supportare un eventuale incremento di traffico. Queste sono le criticità, ma lasciatemi ribadire che in ogni caso è stato raggiunto un risultato importante, lo aspettavamo da tanto».

L’inaugurazione arriva al momento giusto, dal punto di vista del contesto economico post Covid?

«In queste province abbiamo una vocazione di un certo tipo, orientata all’export. Chi produce in questa zona va sostenuto. La pandemia nel nostro settore è arrivata nel momento in cui iniziavamo ad alzare la testa, è stata una mazzata importante. Ora il superbonus ha mosso un po’ il mercato, non riguarda tutti ma c’è molta curiosità sull’argomento. Servirebbero proroghe chiare. Viviamo però un momento difficile: c’è un incremento dei prezzi delle materie prime, fenomeno ciclico ma che in questo caso sta durando più del solito e riguarda ferro, legno, derivati del petrolio. È un momento particolare e per molti i costi sono aumentati».

La Pedemontana, pedaggi a parte, ridurrà quelli di trasporto?

«I tempi di percorrenza saranno ridotti, e il tempo si può tramutare in denaro. E comunque ci consentirà di viaggiare un po’ più tranquilli rispetto a prima: il che non è quantificabile dal punto di vista economico, ma farà molto piacere lo stesso».

LA SCHEDA

Dopo l’inaugurazione di domani, mancheranno due step al completamento del tratto trevigiano della Pedemontana. La Superstrada che domani raggiungerà Montebelluna Est da Bassano (35 chilometri), infatti, dovrà ancora connettersi a Povegliano e poi, successivamente, a Spresiano e all’A27. Le due tratte mancanti saranno inaugurate con tempistiche diverse. Montebelluna-Povegliano dovrebbe essere percorribile entro la fine di quest’anno, ottobre-novembre 2021 nella migliore delle ipotesi.

Mentre l’ultima porzione di strada, quella da Povegliano all’innesto con l’autostrada Venezia-Belluno, sarà aperta probabilmente nei primi mesi del 2022, anche se il governatore Zaia spinge affinché si possa accelerare l’ultima fase di cantiere e inaugurare l’opera entro fine anno. Percorrendo la Spv verso Ovest, invece, da domani si potrà arrivare fino a Malo, nel Vicentino, attraverso i caselli di Montebelluna Ovest, Riese Pio X, Mussolente, Bassano Est, Bassano Ovest, Marostica, Breganze, connessione con l’A31, Malo. Mancherà, a quel punto, il tratto finale della Superstrada Pedemontana, da Malo alla connessione con l’A4 passando per Castelgomberto Valdagno, Montecchio Arzignano, Montecchio-Alte, per il quale i tempi saranno più lunghi.

Il tracciato è lungo complessivamente 94 chilometri, di cui 37,99 in provincia di Treviso e 56,56 in provincia di Venezia.

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