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Treviso, culle sempre più vuote: in 8 anni 15 mila bambini in meno

Indagine dello Spi-Cgil Treviso: nuovi nati calati di 2.994 unità nel periodo 2012-2020, la fascia 0-14 anni ha accusato una riduzione di 15.462 bambini

Mattia Toffoletto
1 minuto di lettura
Romano Siciliani © All rights reserved 

TREVISO. Tre dati per dire già tutto: i nuovi nati nella Marca sono calati di 2.994 unità nel periodo 2012-2020, gli over 60 risultano 29.139 in più, la fascia 0-14 anni ha accusato una riduzione di 15.462 bambini. Senza contare che una stima dolorosa sul 2021 denuncia 10.239 residenti in meno in provincia rispetto all’anno precedente, complici pandemia e denatalità.

«Con questo andazzo ci ritroveremo nel 2040-2050 con la popolazione trevigiana dimezzata», il grido d’allarme di Vigilio Biscaro, segretario Spi Cgil Treviso, «Gli inattivi, specie anziani, supereranno la popolazione attiva. Più che sui bonus bebè occorre puntare su investimenti seri. Se vogliamo spingere le giovani coppie a fare figli, serve sostenere asili nido e materne statali. Bisogna favorire rapporti di lavoro stabili. Purtroppo nel dibattito c’è assenza di progettualità».

Un’analisi dell’Ufficio Studi Spi Cgil ha messo in evidenza l’inverno demografico che attanaglia la Marca: solo sei Comuni su 94 registrano dati positivi per i nuovi nati nel raffronto 2012-2020; il capoluogo accusa un meno 30%, mentre a Sarmede la diminuzione arriva addirittura al 69%.

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