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Treviso, vaccini a commesse e camerieri: un hub dedicato a Monastier

Sono 46 mila gli addetti che saranno immunizzati a partire dalla fine del mese. Confcommercio: «Ossigeno per il turismo»

TREVISO. Stanno per partire le vaccinazioni ai dipendenti delle aziende, e su indicazione di Regione e Governo i primi settori a beneficiarne saranno quelli a maggiore contatto con il pubblico: lavoratori del commercio al dettaglio, addetti della ristorazione, personale di bar, ristoranti e alberghi. Un esercito di circa 46 mila lavoratori in provincia di Treviso che tra pochi giorni potrà accedere al portale dell’Ulss 2 e iscriversi, esattamente come avviene per le fasce d’età autorizzate man mano dall’azienda sanitaria. Con una differenza: per loro si sta valutando la creazione di un Vax Point dedicato a Monastier, all’interno della clinica Giovanni XXIII.

Come funzionerà

«Le categorie maggiormente esposte, come lavoratori dei supermercati e dei pubblici esercizi, saranno vaccinate subito dopo i quarantenni, la cui profilassi è in corso in questi giorni», spiega Federico Capraro, presidente provinciale di Confcommercio. L’obiettivo è coprire quei lavoratori che non sono ancora stati intercettati dal programma di immunizzazione per età, di fatto tutti quelli con meno di 40 anni o quelli che, per un motivo o per l’altro, ancora non hanno prenotato la vaccinazione.

«Siamo soddisfatti, dopo aver messo in sicurezza le fasce più deboli della popolazione è una strategia corretta quella di pensare alle categorie più esposte», continua Capraro, «la settimana prossima andremo in sopralluogo alla clinica Giovanni XXIII di Monastier, un hub vaccinale che si aggiungerà a quelli già esistenti e che sarà dedicato, secondo i progetti attuali, ai lavoratori dipendenti. Ci è stato detto che si partirà a fine mese».

Confcommercio si dice soddisfatta dell’accordo raggiunto: «Pensiamo alle commesse che hanno lavorato senza sosta in lockdown, a contatto con i clienti. Avere operatori vaccinati, inoltre, è fondamentale per il turismo: chi arriva nella Marca deve sapere di essere ospitato in strutture Covid-free in cui la sicurezza è massima. Sono attenzioni che chiediamo da mesi, e per le quali finalmente si è arrivati a un punto di svolta».

Il fronte delle aziende

L’apertura alle categorie professionali più esposte al contatto con i clienti ha di fatto congelato l’avvio della campagna di vaccinazione nelle grandi strutture industriali. Sono ben 400 le aziende trevigiane che si sono candidate a ospitare la campagna di profilassi all’interno dei loro spazi, successivamente la Regione ha ristretto il cerchio a 65 industrie a livello Veneto.

Nella Marca si sarebbe partiti, con ogni probabilità, dall’Electrolux di Susegana, soprattutto per una questione di dimensioni e di numero di addetti presenti, tanto che erano già stati effettuati alcuni test sulla logistica dello stabilimento. Il piano al momento è congelato: non sono arrivate comunicazioni e l’impressione è che non si partirà a breve, anche - fanno sapere fonti interne all’azienda - «per colpa dell’eccessiva incertezza delle disponibilità».

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