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Pazienti Covid trasferiti a Valdobbiadene per far riaprire Vittorio Veneto

Ospedali: i positivi portati dalla prossima settimana al Guicciardini, così Costa recupererà gli interventi

TREVISO. Calo dei contagi e dei ricoveri significa anche ripresa delle attività ordinarie negli ospedali. E ce n’è uno, quello di Vittorio Veneto, che più di tutti gli altri è da oltre un anno in prima linea nella lotta al coronavirus. Ora l’ospedale vittoriese di Costa potrebbe finalmente svuotarsi dei pazienti Covid e tornare stabilmente all’attività ordinaria, grazie al piano dell’Ulss che prevede di trasferire al Guicciardini di Valdobbiadene (l’altro Covid hospital della Sinistra Piave) i pochi degenti positivi rimasti.

la situazione

Nell’ultimo mese è diminuito in modo significativo il numero delle persone ricoverate per coronavirus negli ospedali dell’Ulss 2. A Vittorio Veneto, ieri mattina il bollettino regionale segnalava 20 pazienti positivi ricoverati in area non critica più uno in terapia intensiva. «A Valdobbiadene, invece, abbiamo ancora 5-6 pazienti, numeri in ogni caso molto bassi» evidenzia il numero uno della sanità trevigiana, Francesco Benazzi. Da qui l’idea di sfruttare il polo di Valdobbiadene - concepito esclusivamente per i ricoveri Covid - e liberare Vittorio. «La prossima settimana trasferiremo su Valdobbiadene diverse persone positive, in buone condizioni di salute, che ora sono ricoverate a Vittorio, così lì possiamo partire con tutto il resto» continua Benazzi, «ricordo che le sale operatorie in molti casi sono diventate delle rianimazioni per pazienti Covid», costringendo quindi le strutture a rallentare o posticipare interventi e prestazioni di altra natura. In questo mese sarà “liberata” definitivamente anche la Tomitano Boccasin di Motta.

il futuro di Valdobbiadene

Per ora non sono previsti cambiamenti di destinazione d’uso per il Guicciardini di Valdobbiadene, riattivato dopo diversi anni di chiusura a marzo del 2020 (ma entrato in funzione soltanto a novembre) con l’obiettivo di dare respiro agli altri nosocomi alle prese con l’emergenza coronavirus. Al momento la situazione ricoveri negli ospedali della provincia è incoraggiante, ma dopo l’esperienza del 2020, quando i contagi risalirono dopo un’estate di assoluta tranquillità, nessuno vuole fare passi in avanti che potrebbero rivelarsi affrettati. «Non sappiamo ancora cosa faremo del Guicciardini una volta che sarà passata l’emergenza sanitaria» ammette Benazzi. Difficile, tuttavia, immaginare che una struttura del genere, tirata a lucido nello scorso autunno per la riapertura, possa essere nuovamente accantonata. Per anni è stato l’ospedale di Valdobbiadene, e le comunità locali hanno chiesto a gran voce di mantenerlo attivo anche nei prossimi mesi.

gli altri ospedali

Secondo il bollettino di Azienda Zero, rimangono posti letto occupati da pazienti Covid a Montebelluna, al Ca’ Foncello di Treviso, a Castelfranco e Conegliano (in questi due ultimi casi soltanto in terapia intensiva). Com’era avvenuto per la prima ondata, anche in questa occasione il volume di operazioni chirurgiche da smaltire è ingente. Si tratta di un arretrato di circa 8.000 appuntamenti da riprogrammare.

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