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Ospedali, a Treviso è finita l’emergenza. Nell’ultima settimana nessun caso grave

Covid. Oggi tutte le strutture in fascia bianca, solo 6 positivi in terapia intensiva. Benazzi: «Tra 7 giorni conclusa la terza ondata»

TREVISO. Gli ospedali della Marca sono ufficialmente usciti dall’emergenza sanitaria per il Covid. Ieri il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi ha dichiarato che ormai tutte le strutture coinvolte sono in “fascia bianca”, ampiamente al di sotto della soglia di allerta per numero di ospedalizzazioni. «I dati sono molto confortati» commenta il numero uno della sanità trevigiana «in quest’ultima settimana abbiamo avuto zero ingressi in terapia intensiva, la vaccinazione sta alzando uno scudo protettivo contro il coronavirus, ha messo al riparo gli anziani e infatti l’età media dei ricoverati si è abbassata tra i 60 e i 69 anni, guardando aprile e maggio. Ora stiamo aggredendo anche questa fascia d’età con la vaccinazione».

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE

Attualmente restano come ultimo baluardo al virus gli ospedali Ca’ Foncello di Treviso, il Covid Hospital di Vittorio Veneto e il San Valentino di Montebelluna, uno per distretto per un totale di 39 ricoverati in ordinaria, 11 in semintensiva e 12 a ieri mattina in rianimazione. Il numero di pazienti accolti per forme gravi di infezione da coronavirus continua a calare. A fornire i dati il direttore dell’Ulss 2: «Dal 20 aprile al 14 maggio, grazie alla campagna vaccinale, abbiamo abbattuto i ricoveri. Su 455 degenti totali gli over 80 sono stati appena il 2% in questo arco temporale, grazie all’immunizzazione i più fragili sono stati messi al riparo dal virus». Tra i 70 e i 79 anni, invece, la percentuale di ricoverati è stata pari al 29%, tra i 60 e i 69 anni si sale al 33%, in assoluto i più colpiti in quanto ancora non protetti in modo massiccio dalla profilassi. Tra i 40 e i 49 anni il 10% di degenti mentre nella fascia under 40 il 5 %.

IL RAFFRONTO

Sembrano trascorsi anni luce dal giorno più buio per i nosocomi della Marca: era il 30 dicembre 2020, ben 597 i pazienti ricoverati per coronavirus di cui 49 in terapia intensiva. Sei volte tanti i ricoverati rispetto alla novantina di malati odierni. All’epoca, sette gli ospedali impegnati nell’emergenza: Treviso, Vittorio Veneto e Montebelluna, rispettivamente con 151, 149 e 115 malati, quindi il San Camillo di Treviso con 88 pazienti, Oderzo con 41, Conegliano con 31 e Motta di Livenza con 22. Una prova di resistenza per tutto il personale sanitario impiegato, grandissimo lo sforzo per garantire cure adeguate a tutti i pazienti, mentre ambulatori e sale operatorie sono stati costretti a sospendere tutte le prestazioni non urgenti con un duplice intento: fornire operatori per supportate i reparti Covid ed evitare l’occupazione dei letti di rianimazione per casi non prioritari. Oggi la situazione è diametralmente opposta, gli ospedali sono quasi tornati alla normalità. «Con i ricoveri, sia ordinari sia intensivi siamo in “fascia bianca”» ribadisce il direttore Benazzi «tra una settimana, incrociando i dati sulle positività raccolti ai Covid Point, potremmo annunciare di essere usciti dalla terza ondata, tuttavia resto cauto, l’attenzione va tenuta alta almeno fino alla chiusura delle scuole».

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