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In classe in agosto: a Treviso arriva il sì del provveditore

Sardella: «Classi aperte da giugno a settembre con partecipazione volontaria». Favorevoli i presidi: «Così aiutiamo chi ha sofferto per la Dad». Sindacati contrari

TREVISO. «L’avanzata della vaccinazione ha permesso alle scuole di vivere più serene. Ora la speranza è che da settembre il 100% sia per tutti. Ci crediamo». Il sorriso del provveditore Barbara Sardella, interpellata a margine di una premiazione a Santa Caterina, la dice lunga sulla fase di rinnovato slancio che sta vivendo la scuola. Dal 26 aprile le superiori hanno visto l’innalzamento della didattica in presenza al 70%, con risalita al 100% per le classi prime e quinte.

il progetto

Ma ora l’attenzione, sulla spinta dell’accelerazione nelle immunizzazioni, s’allunga a settembre. All’auspicio di un ritorno alla scuola del pre-Covid, con tutti gli studenti in aula. Ma gli alunni, del primo e secondo ciclo, potranno frequentare le aule pure d’estate. E qui gli esami non c’entrano. Il riferimento è al progetto “scuola ponte” promosso dal ministro Patrizio Bianchi, di cui ieri si è discusso nella videoconferenza fra Ufficio Scolastico Regionale e presidi: obiettivo presentare l’iniziativa, spiegando come attingere ai finanziamenti.

«Sì, la scuola d’estate si può fare», afferma Sardella, «Il progetto si svilupperà fra giugno e settembre. Quanto al contenuto, dipenderà dagli interessi delle singole scuole e degli studenti». Il progetto include occasioni per il recupero degli apprendimenti e della socializzazione, con proposte di laboratori non tradizionali (dal canto alla scrittura creativa).

il fronte dei presidi

Adesione su base volontaria per studenti e docenti. Ai presidi piace il riferimento alla socialità, messa in ginocchio dall’era Covid: «Si riconosce un progetto più vasto di ripartenza del Paese, con step a breve e medio termine, che raccordano l’estate all’autunno», riflette Antonia Piva, dirigente del Duca degli Abruzzi, «Un progetto legato alla socializzazione e rimotivazione dei ragazzi, focalizzato pure sulla grande sfida della lotta alla dispersione».

Anna Durigon, dirigente del Mazzotti, sottolinea: «Un’opportunità da cogliere per venire in soccorso dei ragazzi più fragili, che hanno avuto difficoltà a seguire la Dad. Mi piacerebbe puntare sul canto, teatro, campus d’inglese».

La collega Mariarita Ventura, del Canova, osserva: «Si potrebbe dare spazio all’attività di ascolto, lavorando sull’aspetto relazionale». Ma lo Snals è contrario: «D’estate ci si riposa e non si sacrificano le ferie», attacca Salvatore Auci, «Mi pare una presa in giro. Senza contare che l'utilizzo del termine “ponte” fa tornare in mente l’eterna vicenda del ponte sullo Stretto».

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