Contenuto riservato agli abbonati

La sfida del Terraglio Est sulle mitigazioni, tra piste ciclabili, rotatorie, boschetti e oasi verdi

Il rendering del sottopasso su Sant'Antonino, con vista da nord

L'opera che rischia di sventrare il quartiere di Sant'Antonino sotto la lente della Soprintendenza e dei comitati. Ecco svelato il lavoro di Veneto Strade e del comune di Treviso sulla sostenibilità.

TREVISO. Attenzione al consumo di suolo, macchie boscate, piste ciclabili, essenze arboree endemiche: l'ultima grande opera legata alla realizzazione del Passante di Mestre, riuscirà a cogliere la sfida contemporanea della sostenibilità e a minimizzare il suo impatto sul quartiere di Sant'Antonino? Missione impossibile, secondo i detrattori del Terraglio Est. Imperativo categorico per l'attuale giunta guidata dal sindaco Mario Conte.

L’ITER AMMINISTRATIVO

L'ultimo tratto della strada che deve collegare il casello di Preganziol, lungo l'A4, con la Tangenziale di Treviso, si scontra da anni contro l'opposizione di residenti, associazioni, comitati. Ma ormai ha la strada spianata. Il 31 marzo scorso il consiglio comunale di Treviso, adottando, a colpi di azionamenti, la quarta variante al Piano degli Interventi, ha di fatto assorbito l 'ultima proposta progettuale elaborata da Veneto Strade. Lo stesso giorno avveniva contestualmente un analogo passaggio anche nel comune di Casier, da cui dovrebbe partire il secondo tratto del nuovo serpentone d'asfalto di 1,65 km.

L'iter amministrativo, dopo dieci anni di ritardi e veti incrociati, sta ormai marciando a ritmo serrato. C'è tempo ora fino al 9 giugno per presentare eventuali opposizioni al Comune di Treviso. “Dopodiché” spiega il presidente della Provincia Stefano Marcon “Veneto Strade dovrà presentare le integrazioni richieste dal Comitato Via e l'iter per la valutazione dovrebbe concludersi entro circa 40 giorni”. La gara per appaltare i lavori (20 milioni di euro), dicono in Regione, si farà nel 2022. E ci sono nuovi dettagli sulle misure adottate per ridurre l'impatto dell'intervento.

IL DIBATTITO

Il nodo principale, oltre che l'opera più costosa, riguarda il sottopasso su via Sant'Antonino, che sfiora, a sud, il condominio Fuin ea nord la storica villa Candiani. Il dibattito Alla narrazione “catastrofista” si contrappone quella di chi accredita ormai il Terraglio Est come un progetto “eco-friendly”, o quanto meno attento alle nuove sfide ambientali.

"Su questo fronte la nostra amministrazione ha fatto il massimo" spiega l ' assessore ai Lavori pubblici Sandro Zampese "Voglio ricordare che si tratta di un intervento di natura sovraordinata, legato alla legge obiettivo, come lo sono la Tav o il ponte sullo stretto. Sappiamo che si tratta di un'opera che attraversa il nostro territorio, investendo una zona integra di campagna, lavorato per ottenere le maggiori tutele ambientali e architettoniche: la larghezza del sottopasso, la lunghezza delle rampe, la mascheratura visiva e acustica con pannelli fonoassorbenti ricurvi. Siamo consci da sempre che il passaggio su via Sant'Antonino è molto critico e invasivo, va mitigato con ogni mezzo possibile. Alle parole sono seguiti i fatti”.

Che si tratti di un'opera controversa lo testimoniano sia le 52 istanze, soprattutto osservazioni, pervenute finora nell'ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale in corso in Provincia, sia l'acceso scontro politico che ne ha accompagnato l'ultimo atto ufficiale . Accese polemiche in consiglio, sit-in di protesta fuori da palazzo dei Trecento.

Un rendering del sottopasso su via Sant'Antonino con vista da sud

LE MITIGAZIONI

Ma il lavoro dei progettisti nell'ultimo anno ha puntato molto, oltre a minimizzare i costi (in particolare sostituendo l'ipotesi della galleria sotto sant'Antonino con un più “economico” sottopasso), anche all'impatto ambientale. L'ultima soluzione progettuale, si legge nella relazione illustrativa, “risulta essere migliorativa in termini di consumo di suolo”.

Si passa da una superficie impermeabilizzata di 37.433 mq agli attuali 22.179 mq, c su una significativa componente di "Opere di mitigazione ambientale e paesaggistica", finalizzate, scrivono i progettisti, ad assorbire la presenza dell'infrastruttura nel paesaggio circostante ea mitigare gli impatti ambientali ".

IL VERDE

Filari di pioppi, soprattutto lungo la prima parte del nuovo tracciato (tra Casier e l'abitato di Sant'Antonino) e anche piccoli "boschetti", che si intensificano nel tratto più a nord, verso la tangenziale, dove è necessario "proteggere" il contesto di villa Candiani. Qui lo spessore delle aree verdi aumenta con la piantumazione di aceri, carpini, ontani, tigli, platani frassini, querce e altre essenze arboree.  Queste piantumazioni interessano un’area di 41.061 mq. 

La planimetria dei due tronconi del secondo stralcio del Terraglio Est. Individua la pista ciclabile sul lato ovest, un piccolo piazzale di sosta, una vasca di laminazione e barriere antirumore

Basterà? In una nota di novembre la Soprintendenza chiede di poter integrare gli attuali rendering di progetto (in foto) con quelli della precedente ipotesi progettuale della galleria da 115 metri "per mettere in evidenza la differenza di impatto sullo spazio agricolo e su Villa Candiani". Si attende ora l'ultima risposta di Veneto Strade. 

Video del giorno

"Un boato e siamo usciti di casa": il racconto dalle zone del terremoto in provincia di Treviso

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi