Centri commerciali: «Si torni alla normalità»

Serrande abbassate alle 11 di ieri mattina in tutta la provincia per chiedere al Governo di riaprire le strutture nei weekend

TREVISO. “Chiudiamo perché vogliamo riaprire”. In tutta Italia, puntuali alle 11 di ieri mattina, le saracinesche dei negozi presenti nei centri commerciali si sono abbassate in segno di protesta contro le limitazioni previste nei fine settimana. Nella Marca l’adesione a questa manifestazione è stata molto alta. Da Conegliano a Castelfranco, passando per l’hinterland del capoluogo, i gestori delle principali insegne che accompagnano lo shopping dei trevigiani nelle grandi strutture di vendita, hanno scelto di sensibilizzare così le autorità.

Serrande a “mezz’asta” per dieci minuti, per segnalare le difficoltà di molti negozi che basano sulle presenze nei fine settimana le quote maggiori dei loro fatturati. L’iniziativa è stata indetta dal Cncc (Consiglio Nazionale dei Centri commerciali) e dalle sigle Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese e Federdistribuzione, per chiedere al governo la possibilità di aprire anche nei giorni festivi e prefestivi.


Dall’inizio della pandemia, stando ai numeri diffusi ieri dal presidente di Federdistribuzione Alberto Frausin, i centri commerciali e gli outlet hanno registrato, a livello nazionale, “oltre 40 miliardi di perdite”. “L’importanza che la nostra industria riveste dal punto di vista economico e occupazionale” ha dichiarato il presidente di Cncc Roberto Zoia “con 800.000 lavoratori solo nei centri commerciali, non deve e non può più essere trascurata dal Governo”.

Tra 1300 centri commerciali che in tutta Italia hanno aderito alla manifestazione c’è anche l’Emisfero di Silea, che raccoglie al suo interno 40 negozi: “Abbiamo aderito lasciando libertà di scelta ad ogni singolo negoziante” spiega il direttore Massimo Pagliani “le serrande sono state abbassate per alcuni minuti, senza creare alcun disservizio ai clienti. È stata una protesta civile, che è stata ben compresa anche dalle persone presenti. C’è da parte nostra l’interesse che anche nel fine settimana il centro tenga aperto tutti i suoi negozi. Siamo fiduciosi, speriamo che questo avvenga presto. La nostra galleria ha affrontato l’anno della pandemia con molta forza e senza rassegnazione. Vogliamo aprire rispettando le norme di sicurezza, faremo la nostra parte e pensiamo che anche i clienti, in termini di assembramento e dispositivi di protezione, abbiamo capito quali sono le misure da adottare”.

Serrande giù anche a Olmi di San Biagio di Callalta: “Il Consorzio Operatori Centro Commerciale Tiziano” spiega in una nota il direttore Filippo Galluzzo “ha condiviso nelle finalità la protesta contro la chiusura indiscriminata e immotivata dei centri e parchi commerciali. Da molti mesi è stata imposta la chiusura nelle giornate prefestive e festive di tutte le attività non ritenute “essenziali”, discriminando le aziende inserite in strutture organizzate nelle giornate più importanti in termini di ricavi e frequentazioni”.

La richiesta al governo è condivisa anche dalle realtà che non hanno aderito come, ad esempio, il centro L’Arsenale di Roncade. “La nostra struttura non è affiliata al Cncc, ma ovviamente condividiamo le richieste avanzate all’esecutivo” spiega il direttore Marco Verpelli “e auspichiamo che quanto prima sia consentito di aprire nei fine settimana. Nei giorni di sabato e domenica si concentra non solo un maggiore afflusso, ma anche una maggiore disponibilità alla spesa. Il weekend per noi vale almeno tra il 30 e il 40% del fatturato”.
 

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