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Un milione di clienti: Hill Montello sarà il più grande centro commerciale fra Vicenza e Udine

Un rendering del centro commerciale Hill Montello

A Montebelluna prevista l’apertura in blocco di 160 negozi. Accelerazione anche in vista della Pedemontana veneta

MONTEBELLUNA. Con 1 milione di potenziali clienti Hill Montello si candida ad essere il più grande centro commerciale del Veneto Orientale, da Vicenza al Friuli. Non solo store – che pure occuperà 4.000 metri quadrati – ma anche 2.500 metri quadri di locali di ristorazione e soprattutto 4.600 metri quadri di quello che viene chiamato family entertainment center, ossia tutta una serie di servizi alle famiglie.

Una cittadella nella città, ripartita in due edifici: uno di 24.500 metri quadri su due piani e un seminterrato adibito a park e uno di 500 metri quadri a un solo piano. E poi spazi verdi e 2.700 posti macchina tra park interrato e a raso. Il tutto a due passi dal casello di Montebelluna Est della Pedemontana Veneta, a ovest della Feltrina, ai confini tra Montebelluna, Trevignano e Volpago, capace di incidere sulle piccole realtà commerciali dei tre comuni e non solo.

La Feltrina è quindi diventata una nuova terra di conquista da parte dei colossi commerciali, visto che dopo il complesso aperto di recente a Pederobba e l’ampliamento ipotizzato a Crocetta – trasformando un’area industriale di 46mila metri quadri in superficie commerciale per realizzare una struttura di 1.500 metri quadri – arriva il colosso dell’Hill Montello, creatura di Ca. Bi, società costituita da Carron e Biasuzzi. Prevede 24.500 metri quadri di superficie di vendita all’interno di un’area di poco inferiore ai 54mila metri quadri.

Una colata di cemento e di asfalto dove ora ci sono campi e dove ci sono altri 200mila metri quadri a destinazione produttiva.

Ha una storia lunga il Parco delle Imprese, all’interno del quale si colloca Hill Montello. Era nato col nomignolo di Superpip, fine anni 80/inizi anni 90: una zona industriale di mezzo milione di metri quadri che non ha mai visto arrivare i capannoni delle grandi aziende.

Ma intanto erano stati fatti gli espropri, erano arrivati contenziosi e alla fine una parte era stata trasformata in area commerciale durante la giunta Puppato. Poi era arrivata la seconda variante nel 2013, sindaco Marzio Favero, infine pochi mesi fa la terza variante e ora lo studio di impatto ambientale che dovrebbe essere approvato dalla Provincia nel giro di un trimestre, per andare poi alla approvazione definitiva in Regione.

Non erano Carron e Biasuzzi inizialmente a progettare un centro commerciale lì, era una immobiliare che faceva capo a una imprenditrice montebellunese e a un immobiliarista caeranese; poi c’era stata la vendita alla Ca. Bi. e l’avvio di un lungo iter per arrivare alla realizzazione del più grande centro commerciale del Veneto Orientale.

Con una lunga pausa per capire se veniva modificato, variante non andata in porto, il casello della Pedemontana Veneta per modificare la collocazione degli edifici. Visto che ormai è prossima l’apertura del tratto montebellunese della Pedemontana Veneta, è ripartito l’iter del progetto con lo studio di impatto ambientale che, a dire il vero, è depositato in Provincia dal 15 settembre.

Nel 2011 tale progetto era stato uno degli argomenti più accesi della campagna elettorale sotto la pressione dei commercianti montebellunesi che ne chiedevano la soppressione. Sotto accusa era stata messa l’amministrazione uscente di centro-sinistra.

«Chiariamo una cosa», afferma però l’ex sindaco Laura Puppato, «l’aumento significativo della superfice di vendita è stato fatto dall’attuale amministrazione leghista. La mia amministrazione si era trovata un debito fuori bilancio per oltre 500mila euro per il Superpip non più realizzabile, ma nel frattempo non più cancellabile visto che i terreni erano stati espropriati e il progetto di lottizzazione era pronto. Abbiamo provveduto a trovare le risorse per chiudere un contenzioso legale che durava da circa 15 anni» .

E oggi? Dopo una decina di anni in cui la questione sembrava accantonata, ora rispuntano le preoccupazioni. «Stiamo approfondendo il progetto con i nostri tecnici», dicono all’Ascom montebellunese, «a breve renderemo nota la nostra posizione». Non sembra nutrire invece particolari timori per il commercio locale il sindaco, Elzo Severin: «Ritengo che per i piccoli negozi di qualità non ci saranno ripercussioni», afferma. «Prodotti di qualità e di nicchia non dovrebbero patire un impatto negativo dall’arrivo di un grande centro commerciale come Hill Montello». —
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