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No Mask a Vittorio Veneto: organizzatori denunciati

La Digos sta provvedendo all’identificazione dei partecipanti alla riunione che non portavano regolarmente la mascherina: multa salata in arrivo

TREVISO. «Il nostro obiettivo era scongiurare che in piazza a Vittorio ci fosse una concentrazione di persone pericolosa per la sicurezza e la sanità pubblica, che è stata scongiurata. La manifestazione era vietata e se come sembra ci sono state violazioni, i responsabili saranno identificati e segnalati all’autorità giudiziaria».

Il questore di Treviso, Vito Montaruli, conferma la linea tenuta finora sulla scorta dell’ennesimo divieto alla manifestazione “No Mask” di Piazza del Popolo preavvisata da Roberto Varaschin in qualità di dirigente del circolo “Ancora Italia” di Treviso. Iniziativa andata egualmente in scena il 9 maggio, anche se con diverse modalità, dal momento che la piazza era blindata e presidiata come la domenica precedente. Per bloccarla, infatti, era stato adottato il provvedimento di divieto di riunione in luogo pubblico. Ma i manifestanti si sono lo stesso presentati, dando vita a una sorta di “passeggiata”, come l’ha definita Devis Bonaldo.

La Digos sta procedendo all’identificazione di chi non aveva naso e bocca coperti e ha, come le volte precedenti, trasgredito alle norme anti Covid che prevedono si debba portare la mascherina e tenere le distanze. Una volta identificate mediante riconoscimento e attraverso video, immagini e prove a disposizione, le persone che non hanno rispettato le regole, riceveranno la notifica della sanzione amministrativa.

Altra partita quella degli organizzatori, che avevano un divieto preciso e che saranno denunciati per l’inosservanza del “no” della Questura «adottato per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, nonché di sanità pubblica, in materia di contrasto alla diffusione del rischio di contagio».

«Essendo stato emanato il divieto» spiega il questore Montaruli «ci sono conseguenze in relazione al divieto di legge. Le violazioni sono in corso di valutazione da parte dell’ufficio della Digos e degli uffici investigativi. Se, come sembra, si sono verificate le violazioni, i responsabili saranno identificati e segnalati all’autorità giudiziaria per le conseguenze del caso». La denuncia penale, insomma, non potranno evitarla. Altra partita quella delle sanzioni che colpiranno, invece, i manifestanti che non hanno rispettato distanziamento e mascherina: «Sono in via di identificazione e saranno sanzionati. Rispetto al primo episodio di Conegliano, però, c’erano molte meno persone».

Recidivi? «Queste persone si sono rese responsabili di diversi episodi. Abbiamo scongiurato che in piazza ci fosse un concentramento di persone pericoloso. Le nostre attività possono essere criticabili, non viste di buon occhio, ma il fine ultimo è tutelare la sanità e la sicurezza pubblica, quindi continueremo ad applicare gli strumenti previsti fino a che questa situazione dovesse durare, anche se ci auguriamo che finisca al più presto».

Domenica 9 maggio, durante la “passeggiata”, alcuni manifestanti hanno cominciato a gridare a squarciagola “Libertà, libertà, libertà”. Altri sono esplosi in ripetuti “Forza Inter, Forza Inter, Forza Inter”. Non erano tifosi della squadra di Conte: la loro ironia era indirizzata alle autorità che hanno consentito l’occupazione interista delle piazze a Milano e, per contro, non consentono raduni “per la libertà”. —


 

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