Treviso, strade, piazze e plateatici invasi di gente nel secondo weekend da liberi tutti

Allarme assembramenti  centro storico assediato: più gente del fine settimana scorso. Poco distanziamento e troppi con la mascherina calata

TREVISO. Non fosse stato per le mascherine sui volti, e spesso solo in mano o sotto il mento, ieri Treviso avrebbe tranquillamente dato l’idea di essere una città senza Covid, senza preoccupazioni, senza limitazioni. Piazze e strade affollatissime fin dal primo pomeriggio con l’ondata dei ragazzi che ha invaso il centro storico dove i bar hanno lavorato sì solo all’esterno, ma a ciclo pressoché continuo con plateatici che assai spesso hanno sorvolato sul distanziamento tenendo a stento sotto controllo il numero limitato di commensali allo stesso tavolo.

Si sono ripetute le scene già viste nel fine settimana del primo maggio quando la voglia di tornare fuori per il primo week end di zona gialla ha vinto sul maltempo, sulla minaccia di pioggia, perfino sull’attenzione. Giusto? Sbagliato? Se la campagna vaccinale corre, c’è da sperare che si fermi la corsa del virus magari proprio grazie a quella “bella stagione” che aiuterà – come l’anno scorso – a mettere un freno alla pandemia. Ma fatto sta: ieri dei limiti in molti non si sono ricordati.


A pattugliare lungo le vie del centro c’erano i vigili urbani, in servizio potenziato come già negli ultimi fine settimana: pochi rispetto alla massa e anche meno propensi a ripetere i blocchi sfollagente del Calmaggiore attuati in inverno anche perché, giusto dirlo, sarebbero stati di fatto inutili.

Il caos era dappertutto. Ogni strada che avesse un locale e un plateatico era occupata da gruppi di ragazzi, ogni piazza che potesse essere luogo di ritrovo era gremita. E in serata ai giovani si sono uniti e alternati i più grandi fino a coprifuoco. E pure oltre. Dalla Pescheria a piazza Pola, da piazza Borsa al Duomo, e poi Calmaggiore, via Martiri, Corso del Popolo, ovunque una folla e un via vai che ricordava i più classici fine settimana estivi pre-Covid.

Oasi? Nelle aree più isolate come Buranelli, Rinaldi, S. Francesco e Università.

C’è chi ha perfino rievocato l’ “Ombralonga”, e non soltanto perché i locali hanno fatto affari d’oro dall’ora di pranzo fino al coprifuoco, ma perché non sono mancati anche gli ubriachi e frotte di giovanissimi su di giri già a metà pomeriggio hanno creato parapiglia nell’immancabile area di via Zorzetto, lato piazza Borsa, costringendo una volante della questura a intervenire per le segnalazioni arrivate dal Pam. Lì un vero assedio di ragazzini tra i quali è dovuta passare anche la pattuglia cinofila della Locale. Tra gli ubriachi della giornata pure un questuante che è stato soccorso dal Suem.

«Era prevedibile un afflusso simile», ha detto in serata il comandante della polizia locale Andrea Gallo, «in zona gialla c’è libertà di movimento e non potevamo certo impedirlo, abbiamo controllato che non si verificassero situazioni problematiche». Si è cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno anche a Ca’ Sugana, dove il sindaco Conte anche ammettendo «il gran numero di persone» ha preferito evidenziare: «Siamo in zona gialla, le persone si possono muovere, vedere Treviso piena di gente è anche bello soprattutto riscontrando il senso di responsabilità di molti». Insomma, dopo molte ramanzine e avvertimenti del passato, anche a Ca’Sugana c’è voglia di essere positivi.

Di certo quelle di ieri erano scene a cui nessuno era più abituato dopo mesi di distanziamenti e chiusure. C’è da sperare siano indizio di futura normalità, più che quello di nuovi problemi. Dagli occhi elettronici della città, la fotografia di una giornata che ha visto anche molte auto partire in direzione mare o montagna per il primo vero weekend di sole.—

 

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