Il giorno della verità per Ricci Oggi l’autopsia sul corpo

Il pm Mara Giovanna De Donà ha incaricato l’anatomopatologo Alberto Furlanetto Si cercano le cause della morte del 32enne trevigiano ritrovato in un sifone Enel



Sarà eseguita domani l’autopsia su Alessandro Ricci, il trevigiano di 32 anni, figlio dei titolari dell’Agribeton, trovato senza vita, annegato, martedì della scorsa settimana all’interno di un sifone del canale dell’Enel a Crevada, tra San Pietro di Feletto e Susegana.


La pm di turno, Mara Giovanna De Donà, sostituto procuratore della Repubblica, ha conferito ufficialmente l’incarico all’anatomopatologo Alberto Furlanetto, che eseguirà l’esame alla volta di domani pomeriggio. Il medico prenderà in mano le carte ed esaminerà il corpo del ragazzo, per andare a fondo e capire quali, e quanto rilevanti ai fini dell’indagine, siano le cause del decesso. Si cercano elementi utili a fare luce su quanto accaduto. Il ragazzo – ricordiamo – aveva partecipato a una festa dalla quale era andato via assieme a un amico cadorino. Finora è stata l’ispezione esterna del corpo del 32enne, effettuata mercoledì scorso da un medico, a far emergere che il giovane aveva l’osso del collo spezzato. Ed è anche per questo che il pm ha deciso di chiedere anche l’autopsia. La decisione è stata presa anche nel solco della volontà della famiglia, che in più di un’occasione ha fatto sapere di voler sapere cosa sia accaduto al ragazzo, dal momento che sono ancora troppe le incognite che pesano sulla tragedia, i cui contorni non sono stati ancora del tutto chiariti.

La famiglia, in particolare, fatica a credere al suicidio del figlio. Difficile capacitarsene. La mamma e il papà del giovane hanno fatto capire che Alessandro non avrebbe mai potuto porre fine alla sua vita. L’autopsia, forse, potrà dire qualche cosa di più su cosa sia davvero accaduto quella notte, l’ultima, del 32enne, tra il 26 e il 27 aprile scorsi.

La rottura dell’osso del collo non modifica quelle che fin da subito sono state le ipotesi investigative degli uomini della squadra mobile di Treviso, ossia l’esclusione di segni di colluttazione nella morte del giovane di origine brasiliana. Il sostituto procuratore ha dunque deciso di procedere con un ulteriore e approfondito esame autoptico per fugare eventuali dubbi, se ancora ve ne fossero, sul coinvolgimento di terzi.

Le due ipotesi più accreditate, per ora, sono la disgrazia dopo la festa con l’amico cadorino, o il gesto estremo. Ma importanti sono anche i contenuti dei cellulari che la vittima aveva con sé. La prima ipotesi è suffragata dalle condizioni psicofisiche del 32enne, che la sera della scomparsa, secondo testimoni, sarebbero state condizionate dall’abbondante alcol assunto assieme ad amici, durante una serata trascorsa nella seconda casa di famiglia a Collalto. La seconda, quella più tragica del suicidio, dalle scarpe e dal cellulare che il giovane trevigiano aveva riposto ordinatamente in riva davanti alla balaustra del canale dell’Enel. —

Video del giorno

Lo spot della birra argentina per la Copa America che celebra Maradona è semplicemente geniale

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi