Mille in affanno con le bollette, scattano rateizzazioni e aiuti nel Trevigiano

La firma dell’accordo col sindaco Mario Conte e Filippo Boraso di Ascotrade

Firmata a Ca’ Sugana una convenzione per supportare le fasce a rischio. Conte: «Col Covid 30% di Sos in più all’amministrazione». Si temono gli sfratti

TREVISO. Un migliaio di trevigiani lo scorso anno ha chiesto ad Ascotrade la rateizzazione delle bollette. Una cifra considerevole se rapportata ai seimila clienti della compagnia all’interno territorio comunale, e che fotografa le difficoltà delle famiglie trevigiane causate dal Covid. «Attenzione a giugno, quando, senza nuove proroga, scadrà il blocco degli sfratti. Siamo preoccupati», dice l’assessore al sociale Gloria Tessarolo.

L’accordo e gli aiuti


Lunedì il Comune di Treviso e Ascotrade hanno firmato una nuova convenzione che servirà ad aiutare le famiglie a ottenere politiche agevolate nella gestione delle utenze domestiche di luce e gas. Il protocollo d'intesa va a regolamentare lo scambio di informazioni con l’obiettivo di offrire ai clienti Ascotrade seguiti dai Servizi Sociali comunali una gestione dedicata e finalizzata a prevenire la sospensione per morosità delle forniture energetiche.

Per il saldo delle bollette, le famiglie maggiormente in difficoltà saranno aiutate dal Comune in collaborazione con la società che riserverà loro specifici piani di rientro (fino a sei rate senza interessi), e abbuoni dei costi amministrativi di riattivazione dei contratti.

«Con questa iniziativa vogliamo aiutare i nostri clienti che si trovino in difficoltà con i pagamenti delle bollette», spiega Filippo Boraso, Direttore Generale di Ascotrade. «Un accordo che va incontro alle famiglie in difficoltà e che speriamo verrà copiato anche da altre compagnie», sono state le parole del sindaco Conte.

«La pandemia ha determinato un aumento delle famiglie supportate dai nostri Servizi Sociali. Il 30% di queste non si era mai rivolto al Settore per gli aiuti», ha concluso il primo cittadino.

La nuova povertà

Si tratta di “nuovi poveri”, professionisti, commercianti, esercenti che d’improvviso hanno visto azzerare le entrate nel conto corrente, ma che hanno visto invece continuare a uscire soldi per pagare affitti, stipendi, utenze, prestiti. L’anno scorso quattromila nuclei famigliari sono stati supportati dal comune con i buoni spesa da 300mila euro complessivi. Mediamente ogni anno il Comune di Treviso eroga supporti economici a circa 700 utenti particolarmente indigenti, nel 2020 il numero invece ha toccato quota 800. A questi vanno aggiunti gli interventi specifici per famiglie numerose, per la scuola d'infanzia, per il pagamento dell’affitto o ancora i vari bonus governativi per il contenimento del costo delle utenze domestiche.

«I primi mesi del 2021 sono stati stazionari rispetto allo scorso anno. Ma», aggiunge Tessarolo, «la preoccupazione oggi è per giugno. Se non sverrà posticipato, scadrà il blocco degli sfratti. Stiamo già lavorando con la prefettura per farci trovare pronti. Alloggi di emergenza? Il patrimonio era insufficiente prima del Covid, figuriamoci adesso». —
 

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