Petizione a Zaia da Castelfranco: «Cure a Nicolò adesso non si può più aspettare»

Il piccolo Nicolò Martin

Petizione, raccolte 700 firme. "Sappiamo che la Regione potrebbe acquistare il farmaco ad 1/3 del costo rispetto ad andare in America. Le chiediamo di fare in modo che la sua commissione scientifica si metta in contatto con i medici americani che hanno dato esito positivo"

CASTELFRANCO. Una petizione a Luca Zaia perché la Regione faccia quanto promesso per il piccolo Nicolò Martin, il bambino affetto da Sma 1 che attende di volare negli Usa per sottoporsi al Zolgesma, farmaco da oltre due milioni di euro che potrebbe guarirlo definitivamente: è partita sabato scorso sulla piattaforma change. org per iniziativa del gruppo “Gli Amici di Nicolò” – e che al momento in cui scriviamo ha raccolto oltre 700 firme – dopo che il papà Mattia ha denunciato quello che ha definito il «dietro front della Regione Veneto» rispetto alla promessa di farsi carico di questa terapia, ora disponibile anche in Italia.

In un primo momento le condizioni di Nicolò non sembravano compatibili con questa cura, ma la caparbietà dei genitori ha fatto sì che si cercassero altre strade: e dagli Usa è arrivata la risposta positiva di una clinica, che ritiene curabile Nicolò anche se permanentemente collegato alla respirazione assistita, una delle cause per cui, per i protocolli italiani, questa terapia non si può praticare. I genitori di Nicolò hanno già ricevuto dali Usa un preventivo da tre milioni di euro. Ma il tempo a disposizione è poco ed è molto difficile, se non impossibile, raccogliere questa cifra attraverso contributi volontari: «Nicolò Martin deve assolutamente ricevere il farmaco in Italia entro il 22 maggio altrimenti non potrà più sottoporsi allo Zolgesma», si legge nella petizione.

«Caro Presidente Luca Zaia, da cittadini veneti che hanno sostenuto la sua candidatura e da molti italiani che nel corso dei mesi hanno potuto conoscerlo, soprattutto in questo ultimo anno, chiediamo che faccia il possibile perché questo avvenga. Se fosse suo figlio cosa farebbe? Non possiamo fermarci ad ascoltare una sola versione di medici italiani che dicono no: la famiglia ha più esiti positivi che dichiarano che Nicolò è in ottima salute per ricevere il farmaco. Caro presidente le chiediamo di acquistare il farmaco per Nicolò".

"Sappiamo che la Regione potrebbe acquistare il farmaco ad 1/3 del costo rispetto ad andare in America. Le chiediamo di fare in modo che la sua commissione scientifica si metta in contatto con i medici americani che hanno dato esito positivo: si parlino e magari, avendo informazioni e conoscenze che forse non hanno in materia del farmaco genetico, posso ricredersi e approvarlo. Noi cittadini ci rendiamo disponibili a raccogliere la cifra nel più breve tempo possibile e risarcire la Regione del costo del farmaco che sosterebbe, però chiediamo a lei tutto l’aiuto per fare arrivare il farmaco in Veneto e parlare con la commissione scientifica. Siamo sicuri da veneti che il nostro presidente non ci deluderà".

"Sappiamo tutti che negare questo farmaco a Nicolò è una condanna di vita, invece arriviamo fino in fondo e cerchiamo di donargli una vita migliore, sicuramente sarà migliore di adesso». Come riferito dalla Regione, il caso di Nicolò sta attendendo una risposta dal Comitato Etico Pediatrico, che però non è ancora arrivata. Sabato sera Mattia Martin, insieme al piccolo Nicolò, ha partecipato a una diretta Facebook seguita da oltre 1500 persone sul profilo “Un futuro per Melissa”, che riguarda Melissa Nigri, una bambina pugliese a cui è stato appena somministrato il farmaco all’estero e che gode di ottima salute. —



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