Pd contro il presidente dopo il consiglio "caldo" di Treviso su Zoom: «Iannicelli ci ha offesi: a casa»

Da sinistra le immagini della lite tra Giancarlo Iannicelli, Antonella Tocchetto e Nicola Pelloni

Diventa un caso l’attacco aTocchetto («bugiarda») e Pelloni («moccioso»). Lui replica: ho solo fatto rispettare le regole. Conte: Giancarlo non si tocca

TREVISO. Bufera all’ultimo consiglio comunale a Treviso, la settimana scorsa su Zoom: il centrosinistra annuncia che invierà al prefetto le immagini che immortalano il duro scambio avvenuto tra il presidente del consiglio comunale Giancarlo Iannicelli e Antonella Tocchetto e Nicola Pelloni del Pd.

E starebbe per arrivare anche una mozione di sfiducia da parte di tutta l’opposizione, per le parole usate da Iannicelli nei confronti dei due consiglieri comunali: «Iannicelli deve fare un passo indietro».

La baruffa

La Tocchetto a più riprese si è sentita dare della «bugiarda» dal presidente, mentre il capogruppo del Pd Pelloni del «bambino, anzi del moccioso». Clima teso, ai Trecento: prima le tensioni tra la Tocchetto e il leghista Basso sulla questione dell’Orto botanico, poi la questione della cava Morganella. Al di là dei contenuti, con un Giancarlo Iannicelli che venerdì durante la seduta si è rifiutato di chiedere scusa, ha sorpreso le opposizioni appunto la durezza con cui ha risposto.

«Non chiedo scusa»

Immagini che stanno girando anche sul web. Eppure Iannicelli continua a tirare dritto: «Dovrebbero essere loro a chiedermi scusa, non il sottoscritto. In consiglio avevo solo fatto notare alla Tocchetto che in quell’occasione, per la mozione sulla Morganella, non potevano parlare due esponenti dello stesso gruppo, o lei o Pelloni insomma. Lo dice il regolamento comunale. Mi sono sentito dire che sono antidemocratico, dalla Tocchetto. Assurdo. Scintille come queste comunque capitano spesso in consiglio, assurdo farne una battaglia contro di me». Ieri intanto è arrivata una nota di Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito democratico.

Il Pd: «A casa»

Dice Zorzi: «Il generale Iannicelli deve capire che il consiglio comunale non è una caserma dove far valere il proprio grado con autorità. Se non riesce proprio ad essere super partes, come richiesto dal suo ruolo di presidente, e la reazione scriteriata dell’altra sera lo dimostra in modo evidente, ne prenda atto e si faccia da parte. Prima però è bene che chieda scusa ai consiglieri Pelloni e Tocchetto offesi da parole e toni che sono inaccettabili da chi è chiamato a svolgere funzioni pubbliche».

«Mi auguro, continua Zorzi, «che all’imbarazzo all’interno della maggioranza consiliare, come si registra dalle attestazioni di solidarietà ai consiglieri Tocchetto e Pelloni, faccia seguito una presa di posizione chiara di condanna per quanto successo. Ne va della credibilità di un’istituzione come il consiglio comunale che rappresenta tutti i cittadini di Treviso e della stessa amministrazione Conte».

Interviene anche il consigliere comunale del Pd Roberto Grigoletto: «Le offese rivolte dal presidente Iannicelli a due rappresentanti dei cittadini hanno prodotto un vulnus all’intera assemblea comunale», sottolinea Grigoletto, che è anche membro della segretaria provinciale del Pd, «Non si tratta solo di pretendere da parte chi presiede di essere super partes e di garantire una gestione non conflittuale dei lavori dell’aula, due aspetti che dovrebbero essere considerati scontati. Quando però si scade nell’insulto e si screditano i rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini, con accuse e giudizi peraltro assai opinabili, ci troviamo di fronte a un atto di estrema gravità".

"Posso comprendere la stanchezza e la tensione che producono talvolta alcuni cedimenti. Capisco anche che ciascuno ha il proprio vissuto relazione e il personale temperamento. Ora però la questione deve essere riparata e ricomposta: per il rispetto che si deve sempre riservare alle persone, che in questo caso sono anche rappresentanti dei cittadini; e per l’autorevolezza dell’organo istituzionale consiglio comunale che si deve garantire davanti ai cittadini. Mi appello al presidente Iannicelli perché si faccia al più presto promotore di una iniziativa che consenta al consiglio di uscire quanto prima da un grande imbarazzo, in questo caso istituzionale, e dall’amaro retrogusto che rimane dall’ultima seduta del consiglio comunale».

Conte: «Iannicelli ha ragione»

Che dice il sindaco Mario Conte? «Giancarlo Iannicelli sa fare il presidente del consiglio. Biasimo piuttosto i politici che, invece di riconoscere i propri errori, attaccano i dipendenti comunali». Chiaro riferimento alla Tocchetto.—


 

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