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Travolto e ucciso dal bancale di impalcature: due imprenditori indagati per Mattia

Mattia Battistetti aveva 23 anni

Avvisi di garanzia al rappresentante della Altedil, azienda che dava lavoro al giovane, e al titolare della Bordignon

MONTEBELLUNA. Ci sono già due persone sotto inchiesta per la morte di Mattia Battistetti, 23 anni, l’operaio della ditta Altedil di Trevignano che giovedì mattina è stato travolto e ucciso da un bancale di impalcature del peso di 15 quintali, in un cantiere edile di via Megellano a Montebelluna, a causa del cedimento del capocorda di una gru che era manovrata dal basso da un collega della vittima.

Gli indagati


Si tratta di Andrea Gasparetto, 42 anni, legale rappresentante della Altedil (assitito dall’avvocato Alessandro Zanon), l’azienda per la quale lavorava la vittima, e Gianantonio Bordignon, 55 anni di Volpago, titolare del cantiere edile “Costruzioni Bordignon” (difeso dall’avvocato Pierio Barolo), dove il giovane montebellunese ha perso la vita.

Il sostituto procuratore della Repubblica Mara Giovanna De Donà, dopo aver sentito i tecnici dello Spisal e i carabinieri della compagnia di Montebelluna, intervenuti sul luogo della tragedia, contesta agli indagati l’accusa di omicidio colposo per la presunta inosservanza delle misure di sicurezza sul posto di lavoro con violazione delle norme sugli infortuni. I due indagati ora avranno la possibilità di partecipare, con i rispettivi legali ed eventuali consulenti di parte, a probabili perizie ordinate dalla magistratura. Nel frattempo la gru è stata posta sotto sequestro in attesa di eventuali perizie. Sembra che proprio il 3 febbraio, all’avvio del cantiere, dopo il montaggio, avesse superato la prova di carico.

La tragedia

La tragedia si era consumata nel cantiere del Residence Magellano, due palazzine di nuova costruzione poco fuori del centro di Montebelluna, nella zona dove sorgono alcuni istituti superiori. Il giovane, dipendente di un’azienda che ha in subappalto l’allestimento dei ponteggi della palazzina in costruzione, figlio di un dipendente dell’ospedale e di un’insegnante, avrebbe dovuto completare l’armatura del cantiere. Lui e il collega avevano appena preso servizio ed erano arrivati da Mogliano.

I due operai stavano camminando nel passaggio tra i due stabili, una delle palazzine è della Bordignon Costruzioni, l’altra della Immobiliare Galileo. Erano all’incirca le 8 del mattino. A manovrare la gru, da terra, un collega non distante da Mattia Battistetti. All’improvviso, il capocorda, il pezzo che si trova sull’estremità della gru, ha ceduto e il carico da quindici quintali che doveva essere calato per andare ad armare un edificio, è precipitato a terra, schiacciando il giovane che per fatalità si trovava sotto ed morto sul colpo, sfiorando il collega, rimasto illeso.

Il dolore

Intanto attorno alla famiglia dell’ultima vittima sul lavoro nella Marca, si stanno stringendo numerosi amici e conoscenti di Mattia. Il papà Giuseppe, tecnico del laboratorio analisi dell’ospedale di Montebelluna, la mamma Monica, maestra elementare, e la sorella Anna, impiegata alle Poste, sono stati letteralmente subissiati dall’affetto delle persone che conoscevano Mattia. Così anche la fidanzata Giada Fasan, che un’ora prima della tragedia aveva ricevuto proprio da Mattia un messaggio d’amore. —

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