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Stanze degli abbracci e maxi tavoli, ecco come hanno riaperto alle visite le Rsa di Treviso

«L’88% delle Rsa ha aperto alle visite». Alla Sartor di Castelfranco plexiglass anche per chi non si muove, al Cesana Malanotti invece parenti solo in casi eccezionali

TREVISO. L’88 per cento delle case di riposo della Marca, così come del Veneto, ha ricominciato ad accogliere i parenti degli ospiti all’interno delle strutture, pur con tutte le prudenze dettate dalla pandemia. Lo dice una ricerca condotta dall’Uripa (Unione regionale istituzioni assistenza anziani) presieduta da Roberto Volpe. E lo conferma l’esperienza avviata in una parte delle 54 strutture operanti in provincia di Treviso. Stanze degli abbracci, box dedicati, postazioni nei giardini, lunghi tavoli per tenere le distanze.

Per consentire un contatto più diretto le Rsa attendono le nuove linee guida regionali richieste con forza dalle associazioni che rappresentano familiari e pensionati. Per ora siamo fermi al dettato del dcpm dell’anno scorso: chiusura totale o quasi per salvaguardare gli anziani che al Covid 19 hanno pagato il tributo più alto. Ma tutto potrebbe cambiare, ora, grazie al vaccino. Nelle quattro Rsa dell’Israa di Treviso e al Gris di Mogliano le visite si svolgono con un lungo tavolo e in giardino.

«Con le solite tre M – puntualizza il direttore Giorgio Pavan – stiamo aspettando il dispositivo regionale che possa consentire maggiore rapporto tra parenti e familiari vaccinati per liberare la partecipazione al contatto». La prima Rsa ad aver introdotto la stanza degli abbracci, che ha fatto il giro del mondo, è stata la Sartor di Castelfranco che sta sperimentando pure quelle per gli “allettati”. «Le visite al Centro Sartor sono sempre proseguite – spiega la direttrice Elisabetta Barbato – con la modalità della Stanza degli Abbracci per garantire il contatto fisico senza rischi di contagio. Inoltre abbiamo deciso di ricominciare con le visite in giardino». Si entra previo tampone rapido. Al Bon Bozzolla di Farra di Soligo le visite sono riprese appena terminato il secondo ciclo di vaccinazioni, grazie alle apposite postazioni dove ospiti e famigliari possono venire in contatto con degli speciali manicotti.

«In attesa delle linee guida regionali – spiega il presidente Giuseppe Bubola – stiamo proseguendo le visite, attenendoci alle disposizioni regionali e nazionali». Grazie a quattro box per incontrare e vedere i propri parenti, sono tornate le visite anche a Casa Fenzi a Conegliano. Gli incontri vanno prenotati e durano quindici minuti. «Con gli ospiti allettati è possibile fare un incontro sempre con distanziamento e accompagnati in camera» spiega il presidente del cda, Gianni Zorzetto.

Vetrata nel portico per le visite alla Mozzetti di Vazzola. Anziani e parenti comunicano attraverso un microfono. Anche all’Opera Immacolata di Lourdes di Conegliano gli incontri sono fatti attraverso le finestre. Visite garantite, ma solo il casi eccezionali al Cesana Malanotti di Vittorio Veneto che è dotata di stanza abbracci da due posti. «È ancora presto per le visite. Aspettiamo qualche settimana e saremo sicuri di non compromettere i sacrifici di questi mesi» spiega il coordinatore dell’associazione dei familiari degli ospiti Lucio Poletto. «Con la dovuta cautela si sta procedendo agli ingressi. Però – conclude Poletto – dobbiamo riconoscere alla presidenza e alla gestione del Cesana che, nonostante, questa mancata copertura, l’assistenza ai nostri cari è stata quella dovuta». Nelle sedi di Casa Marani le visite sono riprese appena terminata la vaccinazione, grazie agli appositi box dove ospiti e famigliari possono incontrarsi, parlarsi e toccarsi da vicino. «Siamo stati tra i primi e tra poco apriremo alle visite nel parco» spiega il direttore Eddi Frezza.

Nelle strutture gestite dal Gruppo Prealpina, Casa di Soggiorno Prealpina, G. e A. Binotto di Cavaso del Tomba e Villa Dr. L. Tomasi di Spresiano, le visite sono sempre state garantite e proseguono grazie alle speciali stanze degli abbracci. «Favorire le relazioni tra gli ospiti e i loro cari è sempre stata una nostra priorità. Per assicurare un costante dialogo con i familiari, gli operatori delle strutture proseguono senza sosta con le videochiamate che, oramai, sono diventate “pane quotidiano” per i nostri ospiti» commenta l’amministratore delegato Giuseppe Franceschetto. Ad aiutare è l’altissima percentuale di vaccinati.

Mentre avanza la campagna vaccinale tra gli over 60. Parete degli abbracci anche a Villa Fiorita di Cornuda, altrimenti videochiamate per far sentire vicini ospiti e familiari. Alla Fondazione Casa per Anziani di Pieve di Soligo, già da tempo vengono accettato nuovi ingressi, mentre le visite avvengono in uno spazio dedicato al chiuso, con pareti in plexiglass, ma al di fuori del blocco principale. E da oggi, grazie al dono di un cantina locale, una stanza degli abbracci ci sarà anche all’Ipab San Gregorio di Valdobbiadene. 

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