Palloncini verdi e Kawasaki per l’addio a Guidolin

CASTELLO DI GODEGO

Sulla bara bianca il casco della moto e l’amatissima canna da pesca: così ieri è stato dato l’ultimo saluto a Nicolò Guidolin, il 21enne rimasto vittima sabato di un terribile incidente mentre era in sella alla sua moto da cross. Circa cinquecento persone si sono strette attorno alla mamma Francesca, al papà Fabio, alle sorelle Ilaria e Gaia e ai nonni: in prima fila i compagni di classe della 5H dell’Ipsia Galilei, mentre il feretro è stato accompagnato all’altare dagli amici con cui Nicolò condivideva passioni e tempo libero: tantissimi i giovani, mescolati a coloro che conoscevano bene la famiglia Guidolin, come i colleghi di lavoro del papà alla Breton.


Il parroco don Gerardo Giacometti, nell’omelia, ha preso esempio proprio dalla passione per la pesca di Nicolò: «Una attività che richiede pazienza, perizia ma anche la volontà di percorrere sempre nuove strade, di scoprire altri posti dove gettare la lenza». Tutte caratteristiche che appartenevano a Nicolò, il “gigante buono” per i suoi due metri d’altezza e per la sua grande generosità e capacità di stupirsi davanti a tutte le cose.

I compagni di classe hanno affidato a Nicolò tutti gli studenti che si preparano ora all’esame di maturità, un traguardo che il giovane agognava di superare per poi dedicarsi al lavoro. La messa si è conclusa con le ultime raccomandazioni di mamma Francesca: «Te ne sei andato contento, adrenalinico e questo mi conforta. Grazie a te altre persone avranno una seconda possibilità (Nicolò ha donato gli organi, ndr). Nico ti ordino di dare sostegno a tuo padre, continua a stare vicino ai tuoi amici, ad andare a pesca con loro, a bere una birra insieme. Sono certa che farai tutto questo, altrimenti “te bato”: Nico, io sono qua».

Il corteo funebre è stato poi scortato da amici in sella a due moto uguali alla sua Kawasaki, verdi come i palloncini lanciati in cielo. —



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