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Nuove nomine all'Usl 2 di Treviso: Rigoli al Sociale, i dubbi di alcuni sindaci
 

«La sua professionalità è fuori discussione, ma servono competenze e un confronto prima di prendere una decisione»

TREVISO. Da primario di Microbiologia a nuovo direttore del Sociale. La nomina del dottor Roberto Rigoli al timone della direzione dei Servizi Socio Sanitari data per imminente, sta creando più di qualche fibrillazione tra i sindaci.

«Ci sono delle perplessità, vorremmo capire idee e competenze di chi sarà chiamato a ricoprire un settore così importante, direi cruciale visto l’impatto del Covid» commenta Alberto Cappelletto, sindaco di San Biagio di Callalta, ricordando che la seconda “S” dell’Ulss è data dal sociale. Un bilancio da 1,6 miliardi e l’onere di rapportarsi con tutte le realtà del privato sociale, i percorsi destinati ai pazienti non acuti o post acuti, la fragilità, le case di riposo, l’area della disabilità e dell’età evolutiva.

«Senza nulla togliere alla professionalità del dottor Rigoli, ci poniamo degli interrogativi» prosegue Cappelletto «nel nome della salute dei cittadini è bene fare le scelte giuste, non politicamente giuste, bensì migliori per le ricadute che avranno sulla comunità». Le chat dei sindaci sono roventi in questi giorni. Il 7 maggio la Conferenza dei primi cittadini affronterà la discussione sulla futura carica al sociale.

«Brutto fare riferimenti con nome e cognome, ma dobbiamo pensare a due fattori» commenta Paolo Galeano, sindaco di Preganziol, «se l’attuale facente funzione Franco Moretto non è candidabile perché ha più 65 anni e puntiamo su un professionista che di anni ne ha 64, non c’è una prospettiva di lungo termine. Dopodiché quando si sceglie una figura tecnica bisogna guardare al curriculum, le competenze devono pesare molto e di fatto la microbiologia non è esattamente un servizio sociale».

Il dottor Rigoli ha una carriera trentennale alle spalle nel campo della microbiologia, con il primariato al Ca’ Foncello e la dirigenza delle 14 microbiologie del Veneto, lasciata poche settimane fa, il prossimo incarico lo promuoverà in un ambito nuovo.

«Rispettiamo la professionalità ma il Sociale ha bisogno di vicinanza, comprensione, esperienza maturata sul campo, non si tratta di dinamiche prettamente mediche. Vorrei capire come siamo arrivati a questo profilo, mi aspetto delucidazioni dall’Ulss» dice Paola Moro, sindaca di Monastier, «nel difficile contesto in cui ci troviamo a causa della pandemia e della crisi economica la scelta dovrà essere particolarmente azzeccata».

Alcuni sindaci insistono sulla continuità di un incarico che negli ultimi 5 anni ha visto cambiare 3 dirigenti. La sindaca di Silea, Rossella Cendron, sottolinea la necessità di discuterne: «Mi attendo un confronto in conferenza dei sindaci per avere maggiori elementi». Di una cosa è certo Ruggero Feltrin, sindaco di Trevignano. «Chi ha fatto la scelta avrà valutato aspetti che io non conosco, noi come sindaci dovremo esprimere un gradimento sulla nomina, mi aspetto un confronto che ancora non c’è stato». 

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