Castelbrando, via il bosco lungo le mura Colomban: «Piante malate, le sostituiamo»

follina

Da secoli, chiunque attraversi la Valsana non può fare a meno di incrociare il proprio sguardo con Castelbrando, la storica fortezza che troneggia sul monte Castello in origine della famiglia Brandolini, oggi hotel di lusso e centro conferenze di proprietà del noto imprenditore Massimo Colomban. Per questo non è passato inosservato che da alcune settimane il bosco a ridosso delle mura, sul versante follinese, è stato raso al suolo, rimettendo in vista le maestose mura che fungono anche da confine tra i Comuni di Cison di Valmarino e Follina. In un periodo storico in cui i temi “green” sono più che mai sentiti dai cittadini, alcuni residenti si sono interrogati sulla necessità o meno di tale disboscamento.


Risposte, chiarimenti e rassicurazioni in tal senso, ci sono pervenute direttamente dal titolare di Castelbrando, Massimo Colomban. «Le piante abbattute, per la gran parte, erano malate, infette da processionaria, marce e a rischio caduta. Oltretutto di specie non autoctona. L’intervento è stato indicato e condiviso dalla forestale regionale che assieme ad un agronomo si era impegnata iun uno studio preliminare, per dirci come agire. C’era poi il problema dell’altezza che alcune piante avevano raggiunto ed il rischio che, in caso di incendio, le fiamme raggiungessero le mura. Tutto è stato eseguito nel rispetto delle normative e ci tengo a sottolineare che, in quanto fondatore del Kyoto Club, sono vicino ai temi di tutela ambientale. Aggiungo - conclude l'imprenditore - che stiamo procedendo con il reimpianto di una serie di piante autoctone e frutteti e abbiamo già messo a terra oltre 200 alberi per ripristinare l'intera area perimetrale all'antico stato originario». —

r. m.

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