A Treviso è scontro aperto per il vaccino anti Covid nelle farmacie

Medici di base: «A noi 6 euro a puntura, ai farmacisti 13: la Regione ci ripensi». Pace a metà con l’Ulss: i dottori di famiglia continueranno la campagna over 80

TREVISO. Accordo a metà tra i medici di famiglia e l’azienda sanitaria trevigiana sulla vaccinazione anti-Covid. Dopo il tumultuoso vertice della settimana scorsa, che aveva visto i sindacati Fimmg e Snami abbandonare l’incontro con l’Ulss 2, ieri prove di dialogo fra le parti.

Un passo avanti arriva con l’intesa tra la categoria dei condotti e l’azienda sanitaria di ultimare il ciclo vaccinale degli over 80 infermi e pazienti fragili allettati, garantendo tra il 18 e il 19 maggio la seconda dose a casa ai 3.811 trevigiani che hanno già ricevuto la prima fiala con questa modalità dal loro curante.

«Tutto è iniziato con le scuse del direttore generale dell’Ulss per quanto accaduto la volta scorsa. Anche se non sono bastate a calmare gli animi» commenta Brunello Gorini, segretario provinciale Fimmg di Treviso. Fatto salvo il clima di bon ton istituzionale, non tutti i nodi sono stati sciolti.

«Teniamo fede all’impegno preso e infranto dall’Ulss 2 per ultimare ciò che avevamo iniziato: l’immunizzazione degli over 80 e degli allettati a domicilio con il richiamo» aggiunge il dottor Gorini, «ma per le altre classi di età dai 70enni in giù non è stato deciso nulla».

LE IPOTESI

Il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi giudica positivamente l’incontro chiarificatore. «Abbiamo fatto ai medici di famiglia una proposta che prevede di proseguire la campagna vaccinale insieme a loro con tre modalità: potranno vaccinare nei loro studi con AstraZeneca e Johnson&Johnson, oppure nei Vax Point usando il farmaco in loco: con entrambe queste opzioni non verrà attivata la guardia medica. Terza ipotesi potranno vaccinare a domicilio con Pfizer e Moderna, con la copertura della guardia medica» spiega il dg. Incaricati a tracciare il percorso insieme ai camici bianchi saranno i direttori di distretto dell’Ulss di Marca.

Per il numero uno dell’Ulss lo Snami sarebbe più propenso a vaccinare in ambulatorio e in futuro anche a domicilio, mentre la Fimmg avrebbe invitato gli iscritti ad aderire volontariamente a titolo gratuito. «Quello che conta è vaccinare le persone e metterle in sicurezza, visto che l’obiettivo di chi fa il medico è salvaguardare la salute, credo che poi alla fine il buon senso prevarrà» suggerisce ancora il numero uno della sanità trevigiana.

VACCINO IN FARMACIA

È scontro aperto, invece, tra i sindacati dei medici di famiglia e la Regione sulla vaccinazione in farmacia. Le differenze di natura economica creano attrito: 6 euro a vaccinazione per i medici di base e 13 euro per i farmacisti, segnala polemica la Fimmg.

«Siamo disposti a vaccinare gli under 80 gratuitamente se l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin si rimangia il coinvolgimento dei farmacisti, sennò vaccineremo con l’importo dei farmacisti» sentenzia Gorini. Il sindacato è pronto a segnalare la vicenda alla Corte dei conti e agli Ordini professionali, mentre insieme allo Snami è stato chiesto all’Ulss di Marca di procedere con la distribuzione dei farmaci in dispensazione per conto direttamente in ambulatorio e non più in farmacia.

Se l’istanza sarà accolta, questa tipologia di medicinali non verrà più ritirata consegnando la ricetta al farmacista che provvede a richiedere il prodotto all’Ulss, ma direttamente nello studio medico. 



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