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Lacrime, abbracci e la magia della sala. Treviso: all’Edera subito tutto esaurito

Le immagini della riapertura del cinema Edera di Treviso, un punto di riferimento per gli appassionati di cinema

Giovedì più di 500 spettatori per i primi tre film in programmazione. La commozione dei gestori, la visita del sindaco Conte

TREVISO. Non c’è Oscar che tenga: il film più bello giovedì si è visto nel foier del cinema Edera di Treviso, che alle 14 in punto ha aperto le porte al suo affezionato pubblico dopo 6 lunghissimi mesi di chiusura forzata per la pandemia.

Occhi lucidi che si sono spesso sciolti in lacrime, omaggi floreali ai gestori Lilli, Sandro e Giuliana Fantoni, l’abbraccio del sindaco di Treviso Mario Conte, che nel pieno dei suoi poteri con la fascia tricolore addosso, ha derogato alla regola del distanziamento per stringerli a sé nel nome della comunità trevigiana. Fin dal primo pomeriggio si è registrato un afflusso continuo di spettatori, 146 per la precisione, che sono diventati oltre 500 agli spettacoli serali, programmati nella fascia delle 19 per rientrare nel coprifuoco.

Il primo a varcare la soglia di questa ritrovata “casa dei sogni” è stato Paolo Carli di Preganziol, che con la voce rotta per l’emozione ha sussurrato: «Questa è una boccata d’ossigeno dopo mesi pesantissimi di clausura».

La prima spettatrice è stata invece la trevigiana Rossella Piazzetta: «In questo periodo non sono riuscita nemmeno a guardare la televisione», dice, «per me l’Edera è un punto di riferimento esistenziale».

Il telefono squilla continuamente, la gente chiede di prenotare, ma per la serata le tre sale, con “Nomadland”, vincitore dell’Oscar per il miglior film, la pellicola coreana “Minari” e “Corpus Christi”, sono ormai tutte piene, tenendo conto che il decreto impone un posto vuoto tra ogni spettatore (eccetto i congiunti), e la mascherina sempre indossata.

Arrivano anche i giovani: Elia Mazzon, studente universitario si farà una doppietta: «Questo è l’unico cinema d’essai della zona e valeva la pena tornare guardandosi due film». Gli fa eco Marica Rossi: «Io arrivo dai colli asolani e due film sono il minimo per ammortizzare i miei 80 chilometri di strada tra andata e ritorno». Anna Albarella e Pietro Bertolo sono mamma e figlio di Carbonera: «Qualsiasi film ci fosse io volevo essere tra i primi a tornare in sala» dice la madre, «sono stati mesi vuoti e oggi è una rinascita».

Stefano Ciociola è venuto invece con la fidanzata Marta Garcia ed è arrivato un’ora in anticipo per essere sicuro di trovare posto per “Nomadland”: «Sono un aspirante filmaker e sceneggiatore, in questo periodo ho dovuto accontentarmi di bluray e piattaforme streaming, ma la sala cinematografica è imbattibile». «Dopo mesi che sono stata chiusa in casa a guardare la tv e leggere libri, finalmente sono potuta uscire per tornare al cinema, che apre nuovi mondi» sospira Lilla Rigatti, mentre Alessandra Marcati condivide un commosso ricordo: «Vengo qui da quarant’anni, da quando ero bambina con mio padre, e questi mesi sono stati una sopravvivenza perché senza cinema e teatro è mancato il nutrimento dell’anima».

Quest’atmosfera sospesa e densissima di eccitazione, come in ogni trama che si rispetti, è rotta dal colpo di scena: il blitz del sindaco Conte, che porta i suoi auguri ma anche un’importante proposta alla famiglia Fantoni: «Nella riqualificazione della vicina ex caserma Salsa è previsto anche un anfiteatro immerso in un bosco urbano», ha spiegato, «e dato che saranno proiettati film all’aperto, ho chiesto ai gestori dell’Edera, un’istituzione culturale storica per la nostra città, di poter collaborare allo sviluppo di questo progetto».

Una visita inattesa quanto inattesa la proposta, che mette la ciliegina sulla torta a una riapertura col botto. «Il grande entusiasmo, il calore e l’energia che ci hanno trasmesso gli spettatori oggi» chiosa Sandro Fantoni, «ci infonde forza e coraggio ripagandoci del durissimo periodo che abbiamo vissuto, e sarà di buon auspicio per una nuova fase, perché, come il cinema ci insegna, non si deve mai smettere di credere nei sogni».—

Elena Grassi
 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

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