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Il ritorno delle banche in città Dopo le Bcc arriva Civibank

Nel caposaldo dell’ex Veneto Banca rilevata da Intesa, proliferano nuovi sportelli Confartigianato: «Il calo è stato forte, ma il territorio rimane ancora appetibile»

ENZO FAVERO
1 minuto di lettura

MONTEBELLUNA

L’autorizzazione per aprire la filiale in piazza Monnet non arrivava, così Civibank si è comprata l’ex filiale di Banca Intesa in corso Mazzini, la sta ristrutturando e lì aprirà la sua sede montebellunese. Da tempo la banca aveva in progetto di mettere piede in città, aveva provato con dei locali di piazza Monnet, ma una norma urbanistica si era messa di mezzo perché lì erano possibili solo attività attrattive e tale non era considerata una banca. Così ha ripiegato su uno stabile che era già banca, la filiale di corso Mazzini di Banca Intesa dismessa e messa sul mercato.

Dopo le acquisizioni delle ex Veneto Banca e Vicentina, Banca Intesa si era trovata infatti ad avere ben quattro filiali in centro, a poca distanza l’una dall’altra. Ne aveva chiuse tre e mantenuto solo la storica sede di piazza Dall’Armi e aveva messo in vendita la filiale di corso Mazzini. Una occasione d’oro per Civibank dopo gli ostacoli incontrati per aprire la sua filiale in piazza Monnet. L’ha acquistata e ha già dato il via ai lavori di ristrutturazione.

Si assiste così a un ritorno di sportelli bancari in città dopo che le fusioni ne avevano rarefatto la presenza. Negli anni Novanta infatti a Montebelluna gli sportelli bancari crescevano come funghi, poi le fusioni ne avevano ridotto consistentemente il numero. Negli ultimi anni si è assistito all’arrivo prima di banche di credito cooperativo e ora si appresta ad approdare in città Civibank, che aprirà a Padova e a Montebelluna. Evidentemente la capitale dello sportsystem ha ancora capacità attrattiva.

«Sicuramente l’arrivo di un nuovo sportello bancario è un segnale», osserva Fausto Bosa, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna, «se nuove banche danno fiducia al territorio vuol dire che questa è ancora un’area sana. Probabilmente il fatto che alcune banche del territorio abbiano chiuso e siano arrivati istituti di credito nazionali che hanno un approccio diverso, anche se adesso stanno cambiando, ha aperto nuovi spazi per altri sportelli bancari».

Ed è proprio l’approccio relazionale quello che viene visto come possibilità di inserimento di nuovi sportelli bancari. «C’è voglia di sviluppo nel territorio e gli sportelli bancari che hanno propensione al contatto lavorano sicuramente», dice Katia Civiero, responsabile del settore creditizio di Confartigianato AsoloMontebelluna. «Una nuova banca che ha voglia di fare, lavora sicuramente qui, perché il territorio si è sì impoverito rispetto al passato, ma dal punto di vista del fatturato tiene e quindi è attrattivo per gli istituti di credito. Tutte le banche che ci sono a Montebelluna lavorano, a volte sono così oberate che non hanno tempo per curare le relazioni con i clienti: quindi una nuova banca che punti soprattutto a curare le relazioni e i contatti con la clientela lavora sicuramente». —



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