A Casa da Camino l’Eden evanescente di Sonia Ros dialoga con il Trecento

L’allestimento della mostra “Empty Eden”, Paradiso Vuoto, di Sonia Ros curata da Afrodite Oikonomidou

A Portobuffolè l’allestimento dell’artista coneglianese. L’esposizione riapre al pubblico da sabato al 13 giugno

PORTOBUFFOLÈ. È un accostamento ardito collocare le opere dense di Sonia Ros all’interno della trecentesca Casa Gaia Da Camino a Portobuffolè. Pareti medievali affrescate con scene dell’amor cortese dialogano con i frammenti giganti di corpo e ossa e umori della pittrice di Marca, personaggio interessante del panorama artistico internazionale.

Portano la sua firma i quadri giganti esposti all’aeroporto Marco Polo di Venezia, rielaborazioni su tela delle radiografie ai bagagli in transito. Un gioco molto serio di rimandi al dentro-fuori, alla realtà e all’apparenza, al dettaglio fondamentale per comprendere il tutto.

Come accade nella mostra “Empty Eden”, Paradiso Vuoto, curata da Afrodite Oikonomidou, che riapre finalmente i battenti sabato primo maggio dopo mesi di congelamento forzato. La data di chiusura è stato prorogata al 13 giugno con ingresso sabato e domenica 10-12. 30 e 15-18.30, su appuntamento nei giorni feriali contattando l’Ufficio Turistico comunale (0422850742). Biglietto 3 euro, gratuito sotto i 13 anni.

Ros è nata a Conegliano ma attualmente vive e lavora tra Venezia e Vittorio Veneto, scivolando sul confine terraqueo alla ricerca di un equilibrio che non è mai statico ma movimento puro, come testimoniano i verdi «Pascoli Muscosi» in cui «la vita sembra nascere dall’evanescente delicatezza dell’acqua marina, come un’ameba in cui già scorgiamo l’evoluzione verso la nostra complessa umanità».Il prato è come un mare ondeggiante, puro, rasserenante.

E «nella purezza della linea, nella consistenza del volume e nell’irruenza del colore, mai disordinate né eccessive, dopo tanta burrasca di disperazione e di morte, ne traiamo una sensazione di armonia e resurrezione». A scriverlo nel catalogo è il magistrato Carlo Nordio, che sa scandagliare gli “universi paralleli” di Sonia Ros, viaggiando mirabilmente tra arte, psicanalisi, criminologia, filosofia per concludere che in fondo Ros è grande perché, come fanno i veri artisti, sa toccare il cuore, racconta qualcosa di noi, aiuta a conoscerci meglio.

La frammentazione apparente di queste opere a tratti violente, mai soverchianti, che sanno inquietare poiché muovono corde profonde, può essere ricomposta nell’immaginario di ciascuno; non è astrattismo né simbolismo semmai uno sguardo sorpreso di fronte alla vita ingigantita nei dettagli sensuali e colta con occhio emotivo, intuitivo.

Forse l’unico modo per comprendere creazioni così forti è lasciarsi invadere, per riemergere in quei pascoli boscosi dove possiamo di nuovo respirare.

Info: ufficioturistico@comune.portobuffole.tv.it. —

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