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A Spresiano un parco fotovoltaico di 20 ettari targato Ordine di Malta

Spunta a sorpresa un altro mega-progetto per riutilizzare i terreni agricoli. Anche Remo Mosole ne costruirà tre: a Borgo Busco, Camalò e Bassano

SPRESIANO. Due parchi fotovoltaici sulle cave, un altro di 20 ettari in campagna. L’affare del fotovoltaico sta attirando diversi proprietari terrieri in provincia di Treviso. Il parco approvato a Loreo, a Rovigo, ha fatto accelerare le richieste, convincendo imprenditori e proprietari a progettare nuove installazioni.

L'Ordine di Malta


Remo Mosole è pronto a presentare tre progetti: alla cava Borgo Busco di Spresiano, alla cava di via Vesuvio a Camalò e un altro a Bassano. Ma a pensare in grande è soprattutto l’Ordine di Malta che vuole destinare almeno 200 mila metri quadrati della propria sconfinata proprietà a Spresiano appunto a un parco fotovoltaico.

Un impianto che sarebbe sei volte più grande di quello di Casier, che però oggi è l’unico ad aver già iniziato il suo percorso autorizzativo in Regione. Dettagli progettuali ancora non ce ne sono, ma il Sovrano Militare Ordine di Malta (Smom) è proprietario di più di due milioni e mezzo di metri quadrati del territorio di Spresiano; ovvero, tolti gli ettari del Piave, il 20% della superficie comunale.

Tutti, eccezion fatta per villa Giustiniani, sono agricoli, e sono amministrati dalla Commenda Giustiniani. Il patrimonio è il frutto dei possedimenti accumulati a Spresiano dai nobili veneziani Giustinian-Recanati in tre secoli.

Poi il conte Lorenzo Giustiniani, a metà dell’800, prima di morire fece scrivere nel testamento che il patrimonio di famiglia andava trasmesso a 12 figli e avrebbe dovuto rimanere indivisibile. Una volontà rispettata dai cinque figli maschi che si rivolsero proprio all’Ordine di Malta per fondare, alcuni anni dopo, la Commenda Giustiniani Recanati.

Oggi è una vera e propria azienda, incentrata sull’agricoltura, che occupa poco meno di 260 ettari a Spresiano. Ed ecco che quindi tutta questa superficie diventa ideale per il business del fotovoltaico: un’unica proprietà e molti metri quadrati a disposizione. Il progetto non è ancora stato presentato, pertanto non si sa se si tratterà di un “agrivoltaico” – ovvero pannelli sospesi che consentono di mantenere al di sotto una certa produzione agricola – o semplice fotovoltaico a terra, come quello di Casier.

La Commenda non ha probabilmente le competenze tecnologica per realizzare e gestire un impianto del genere, avendo tra i suoi scopi quello di far fruttare il patrimonio senza venderlo – almeno che non se ne acquisti altro in cambio – ed  ecco che affittarlo ad aziende produttrici di energia diventerebbe una soluzione economicamente vantaggiosa.

Mosole

Ma sempre su Spresiano ci sono anche gli occhi di Remo Mosole.«Sono pronto a costruire tre parchi fotovoltaici. L’Europa e l’Italia li incentivano, e io spendo ogni anno un milione e mezzo di elettricità», conferma l’imprenditore. In questo caso però i progetti riguardano le cave dell’azienda, che da piano urbanistico sono sempre classificate come agricole ma sono di fatto terreni già compromessi.

La diffusione del fotovoltaico su cave e discariche è sostenuta unanimemente, quindi i piani di Mosole non dovrebbero scontrarsi con i cori di contrarietà che invece già oggi, prima che venga presentato, sta incontrando il piano dell’Ordine di Malta. Mosole vuole installare i pannelli sulla cava Borgo Busco (fatalità comprata anni fa proprio dallo Smom), che ha recentemente ottenuto il via libera per l’ampliamento dell’impianto del fresato, sul sito estrattivo tra Camalò e Volpa in via Vesuvio, e a Bassano.

Tutti progetti che dovrebbero superare il megawatt di produzione, ma che in gran parte saranno destinati ai consumi dell’azienda di Mosole. Tra l’altro i progetti sulle discariche – al contrario di quelli su terreno agricolo produttivo – possono contare su incentivi che li rendono particolarmente remunerativi. —


 

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