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«Sarebbe più saggio sfruttare le trincee della Pedemontana»

federico cipolla
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«Si usino i muri delle trincee della Pedemontana e le cave come la Morganella per il fotovoltaico, non si sacrifichi altro terreno agricolo». La proposta arriva dal responsabile Ambiente e Agricoltura del Pd trevigiano, Matteo Favero. Il caso di Casier e la corsa che si è scatenata sulla realizzazione dei parchi fotovoltaici, innescata dal basso prezzo dei pannelli e dalla liberalizzazione della produzione dell’energia, sta innescando un fiume di preoccupazioni nella Marca. «In casa Lega non si è ancora capito che iter avrà la proposta di legge regionale (che vieterebbe il fotovoltaico in agricolo se non per autoconsumo) e perché quando si parla di campi da salvare ci siano opinioni diverse: fotovoltaico no, poli logistici o cave sì. La Marca», sostiene Favero, «può fare da capofila in tutta Italia lavorando sul ripristino ambientale del proprio territorio specie per discariche e cave: secondo l’ultimo Dl Semplificazioni del 2020 discariche chiuse e cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento possono usufruire di generosissimi incentivi per impianti solari fotovoltaici per 20 anni. Quale migliore occasione per risolvere, ad esempio, il problema di cava Morganella: chiudiamo le contestatissime escavazioni di ghiaia del sito, garantendo ai proponenti come sancisce la legge vent’anni di incentivo producendo energia pulita e non mettendo a rischio la nostra acqua. Stessa operazione si può fare lungo tutta l’asse della Superstrada Pedemontana Veneta applicando pannelli fotovoltaici sui muri di controripa. Una sorta di risarcimento ambientale ed economico per un’opera così impattante». Da qui l’appello rivolto a Coldiretti, a tutte le associazioni agricole, a Legambiente, Anci, Abi, di mettersi attorno al tavolo e governare il fenomeno dei parchi fotovoltaici. —



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