Simulò il furto della sua auto, campione di basket farà il volontario in ospedale

A sinistra, con la palla, Robert Fultz, quando giocava in seria A con la maglia della Scavolini Pesaro

Treviso, Robert Fultz in tribunale per una truffa alle Generali. Il gip approva il programma di recupero: 240 ore in corsia per estinguere il reato

TREVISO. Il campione di basket, Robert Fultz, 39 anni, playmaker della Andrea Costa Imola, ex nazionale, con alle spalle innumerevoli presenze in serie A con le maglie della Scavolini Pesaro e della Fortitudo Bologna, farà opera di volontariato in un ospedale per ottenere il proscioglimento dall’accusa di simulazione di reato. Un fatto questo che s’inquadra in un’articolata truffa assicurativa, di cui le Assicurazioni Generali di Mogliano (assistite dall’avvocato Nicola Bruno del foro di Torino) sono parte offesa nel processo in tribunale a Treviso, davanti al giudice Gianluigi Zulian.

Il playmaker d’origine statunitense (difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù del foro di Rimini), già avversario della De Longhi Treviso, figlio di John, ex stella della Virtus Bologna degli anni Settanta, è stato chiamato in causa dalle assicurazioni Generali perché, nell’ottobre del 2013, si presentò in questura per denunciare il furto della sua Audi Q5. Un furto che, stando alla sua denuncia, avvenne nella notte ad opera d’ignoti. Il punto è che l’ufficio antifrodi delle assicurazioni Generali Italia spa, che hanno sede a Mogliano, nell’istruire la pratica per liquidare il giocatore che aveva assicurato la sua Audi Q5 anche contro il furto, scoprì che in realtà la macchina era stata venduta ad un’azienda di Brescia. Da qui la denuncia delle assicurazioni Generali nei confronti del noto cestista che ha innescato il processo per simulazione di reato e truffa assicurativa.


Il procedimento, che si celebra davanti al giudice Gianluigi Zulian, aveva segnato una tappa intermedia, qualche settimana fa, quando Robert Fultz, attraverso il suo legale, ha formulato un’offerta reale alle Generali di qualche migliaio di euro. Il giudice l’ha ritenuta congrua e per questo motivo ha prosciolto il noto sportivo per il reato di truffa assicurativa per l’avvenuto risarcimento del danno.

Per Fultz, però, il processo non è ancora finito. Infatti, deve anche rispondere di simulazione di reato (cioè di aver finto di essere stato vittima di un furto d’auto). E anche su questo fronte gli è andata bene. Il giudice l’ha infatti ammesso alla “messa alla prova” (l’istituto che permette a chi commette reati minori di estinguere il misfatto con lavori socialmente utili) e ha approvato il progetto, concordato dal legale di Fultz con l’Uepe (Ufficio per l’esecuzione esterna), che permetterà così al campione di basket di guadagnarsi il proscioglimento anche dalla simulazione di reato.

Come? Fultz dovrà svolgere per 240 ore opera di volontariato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, la città che prima al padre e poi a lui stesso ha dato gloria e onore nell’ambito sportivo. Il palmarés personale di Fultz parla infatti di un campionato italiano vinto nel 1999-2000 e della conquista della supercoppa Italiana nel 2005 proprio con la Fortitudo Bologna. —

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