«Ciao Nicolò, gigante buono» Distrutti la famiglia e gli amici

Appassionato di motori e pesca, era migliorato a scuola: zero insufficienze Ieri tanti giovani si sono stretti a mamma Francesca sconvolta dal dolore

CASTELLO DI GODEGO

«Nicolò era un gigante buono, per la sua altezza e per il suo animo: era impossibile non volergli bene»: la scomparsa di Nicolò Guidolin lascia un vuoto incolmabile tra i tanti amici che già nei momenti immediatamente seguenti alla sua scomparsa si sono stretti alla sua famiglia. Ieri il luogo dove è avvenuto il terribile incidente è stato meta da tantissimi di loro: l’albero sbrecciato, i grossi rami strappati, testimoniano da soli la violenza dell’impatto mentre era in sella alla sua moto. Lì ora c’è il peluche di un delfino e un fiore bianco.


LA LETTERA DI ADDIO

E un biglietto dove in poche righe chiunque può capire chi era Nicolò: “Grande “Guido”, ti scrivo perchè così mi sembra di parlare con te. Eravamo il nano e il gigante quando giravamo insieme e tu eri tanto grande e tanto gentile. Il tuo futuro aveva appena cominciato a brillare, le tue idee mi riempivano di energia. Ci ritroveremo un giorno. Ti voglio bene”. Nicolò frequentava il quinto anno dell’Ipsia, quest’anno avrebbe sostenuto l’esame di maturità.

VERSO LA MATURITà

«Era felice perché finalmente all’ultimo scrutinio era sufficiente in tutte le materie: finalmente, perché diciamo che la scuola non era proprio una delle sue passioni», raccontano gli amici. «Ma quando arrivava il momento di tirare fuori l’impegno, Nicolò ce la metteva tutta e riusciva a portare a casa sempre un buon risultato - dice un docente - era un ragazzo molto rispettoso, molto coinvolto nella sua classe. Tutti gli volevano un gran bene, compagni e professori». Aveva fatto le elementari e le medie a Castello di Godego, le seconde presso l’istituto salesiano, poi aveva scelto prima l’’istituto agrario e poi l’Ipsia.

LA PASSIONE PER LA PESCA

Anche sui temi di italiano emergevano sempre le sue due grandi passioni, la moto e la pesca: «Era capace di stare fuori per un giorno intero con la canna in mano, era curioso di tutte le tecniche, stava sempre in mezzo con i pescatori. Acqua dolce o salata non faceva differenza: bastava che ci fosse da pescare, sul Muson o in mare». E la voglia di imparare, di scoprire cose sempre nuove, costituiva per lui il massimo di un entusiasmo contagioso. Anche per l’altra sua passione, ovvero la moto ereditata da suo papà, metteva la stessa voglia di cercare nuove esperienze. Come aveva fatto sabato, per studiare mi percorso che, seppur vicino a casa, non aveva mai fatto, coinvolgendo un amico. Nicolò era uno che voleva rendere partecipi tutti delle sue passioni e per questo si apriva a tutti: e per questo gli riusciva naturale conquistare la simpatia di tutti, in ogni ambito dove lo avessero conosciuto, dall’ambiente scolastico a quello sportivo, avendo praticato pallavolo e pallacanestro.

IL SOSTEGNO A MAMMA FRANCESCA

La testimonianza più concreta di questo affetto sempre ricambiato sono i tanti ragazzi e ragazze che da ieri vanno e vengono dalla casa in via Motte per essere vicini alla famiglia, alle sorelle e in particolare a mamma Francesca, che per tutti loro, uno per uno, ha una parola, un ricordo, e un grande abbraccio. —

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