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Godego: schianto mortale su un albero con la moto, Nicolò si stava filmando

Sequestrata la telecamera che ha ripreso lo schianto sulla Kawasaki. Guidolin, 21 anni appema, è spirato in ospedale qualche ora dopo il tremendo impatto 

CASTELLO DI GODEGO. Era stato prudentissimo fino al bivio dove la strada si trasformava in sterrato: poi una forte accelerata e il terribile schianto contro un albero. La grande passione per il motocross ha portato via alla vita Nicolò Guidolin, a soli 21 anni, sabato scorso 24 aprile. Il dramma avvenuto a Castello di Godego dove il giovane abitava con la famiglia è contenuto in una registrazione video, fatta con una telecamera Go Pro (ora posta sotto sequestro) che lo stesso Nicolò aveva con se per immortalare le gesta off road sue e del suo amico Federico, che aveva coinvolto in quello che doveva essere un pomeriggio di divertimento, precipitato in tragedia nella stessa serata.

L’incidente



L’incidente è avvenuto tra le 16 e le 17 in Via Panevecco, una laterale di Via Grande che poi si trasforma in uno sterrato. Nicolò era partito da casa in via Motte, seguendo quello che di fatto era un rettilineo di qualche chilometro in modo “guardingo” in quanto la sua Kawasaki verde non avrebbe potuto circolare in quanto priva di targa perché ad uso solo sportivo.

Arrivato sullo sterrato, il via alla corsa che però si è arrestata solo qualche metro dopo: Nicolò, per motivi ancora da chiarire, ha perso il controllo del mezzo lanciato a forte velocità finendo violentemente addosso ad un albero. Una manciata di centimetri a destra o a sinistra e tutto si sarebbe risolto con una semplice caduta. Ma nell’immediatezza di quanto accaduto, la situazione non sembrava grave: Nicolò era cosciente, addirittura si era alzato. Poi i forti dolori hanno preso il sopravvento e l’amico ha capito subito che era il caso di chiamare il 118.

L’allarme e i soccorsi



Nel frattempo sul posto, attirate dal botto e dalla nube di polvere sollevata da terra, sono arrivate alcune persone che abitano nelle vicinanze. Un’ambulanza ha portato Nicolò all’ospedale di Castelfranco senza mai perdere conoscenza: tanto che si era raccomandato alla mamma che fosse messa a riparo la sua amatissima moto.

Ma le sue condizioni continuavano a peggiorare: oltre a fratture multiple alla gamba e al torace, Nicolò ha avuto continuo bisogno di trasfusioni per una emorragia interna: una situazione che ha fatto decidere ai medici castellani il trasferimento d’urgenza all’ospedale di Treviso, dove era stata già approntata la camera operatoria.

Il dolore all'Ipsia



Ma Nicolò sull’eliambulanza, purtroppo, non è mai salito. Il suo cuore ha cessato di battere alle 20. La notizia della sua scomparsa ha subito cominciato a circolare tra i parenti e gli amici: in primis i suoi compagni di classe della quinta H dell’Ipsia di Castelfranco con cui si stava preparando per l’esame di maturità che avrebbe dovuto sostenere a giugno e poi i tanti amici che Nicolò si era fatto in questi anni. Immediata la vicinanza alla mamma Francesca che era con lui in ospedale e al papà Fabio che dovrebbe rientrare oggi dall’estero, in quanto impegnato come montatore esterno come dipendente della Breton, come anche alle sorelle Gaia e Ilaria e ai nonni Narciso e Carmela che abitano nella casa adiacente a quella della famiglia di Nicolò in via Motte.

L'incredulità del primo momento ha poi lasciato spazio ad uno sgomento inconsolabile per un ragazzo amato da tutti e che ricambiava questo affetto con la sua allegria e la sua generosità.

Atto di generosità



E che anche dopo la sua dipartita, aiuterà a migliorare la vita delle altre persone: la famiglia ha infatti disposto la donazione degli organi. «È una grande tragedia quella che ha colpito la nostra comunità - dichiara il sindaco di Castello di Godego Diego Parisotto - tutti ci stringiamo al dolore di questa famiglia più che stimata da parte di tutti coloro che hanno come me la fortuna di conoscerla». —

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