Assolto il proprietario ma confiscato il procione

ODERZO

Remigio, il simpatico procione dell’opitergino Roberto Dametto, rimarrà a Modena, ospite del Centro fauna selvatica “Il Pettirosso”, ma il proprietario, nel detenerlo nel suo giardino di San Stino di Livenza, non ha commesso alcun reato ed è, quindi, stato assolto. Così ha deciso ieri mattina il giudice monocratico Piera Binotto del tribunale di Pordenone. La vicenda giudiziaria aveva avuto inizio nell’estate di due anni fa quando il proprietario, aderendo alla sanatoria prevista da un decreto legislativo, aveva chiesto di regolarizzare la detenzione dell’animale. Dametto aveva dimostrato di ospitare il procione da più di tre anni in una gabbia spaziosa, rigorosamente chiusa, e di non aver mai tentato, o anche solo pensato, di farlo accoppiare. Ma per i carabinieri della Forestale di Venezia c’era un vizio all’origine, non avendo Dametto mai avuto la preventiva autorizzazione della Prefettura, così come previsto in una legge del 1992. Ne era scaturito un lungo braccio di ferro tra il proprietario, la Procura di Pordenone ed i carabinieri.


«Alla fine», spiega amareggiato Dametto, «i militari, autorizzati dal gip, avevano messo in atto un vero e proprio blitz nella mia residenza. Non trovandoci in casa, hanno scavalcato la recinzione, forzato il lucchetto della grande gabbia e, con l’aiuto di un veterinario, dopo averlo narcotizzato hanno caricato il povero procione in un furgone, con il quale lo hanno portato a Modena». Dametto, assistito dall’avvocato Alvise Tommaseo Ponzetta, aveva presentato opposizione. Ieri la sentenza: l’imputato è stato assolto, tenendo anche conto della tenuità del fatto e la sua buona fede, il decreto penale di condanna è stato revocato, ma Remigio è stato confiscato. —

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