Gelate e shock termico per viti e coltivazioni Il caso in Parlamento

Condifesa Tvb prepara la conta delle perdite economiche La deputata Marica Fantuz chiede rimborsi al Governo

ODERZO

Paura per le grandinate estive, mentre l’ultimo colpo di coda dell’inverno danneggia i vigneti dell’Opitergino-Mottense. L’’anno scorso Condifesa ha pagato premi assicurativi per 4,5 milioni di euro, 2,8 dei quali ottenuti da contributi dell’Unione Europea, nel comprensorio dei 14 Comuni. Nel 2020 gli associati hanno fatto segnare un vero record assicurando valori per ben 420 milioni di euro su un miliardo a livello regionale. «Lo scorso anno le grandinate sono state numerosissime ed hanno flagellato le produzioni agricole da fine aprile a fine agosto» spiega il vicepresidente Filippo Codato, che sta organizzando per le prossime settimane “l’Aperitivo Assicurativo” un format divulgativo in webinar per illustrare l’importanza di assicurarsi e aderire ai fondi mutualistici. «A breve ci sarà una prima conta dei danni da gelo che quest’anno ha già colpito kiwi e albicocchi con altre colture precoci, senza dimenticare le viti dell’Opitergino-Mottense - spiega il presidente del consorzio Valerio Nadal - esistono fortunatamente alcuni strumenti per tutelare gli agricoltori e sono messi a disposizione dei propri associati da Condifesa Tvb. Nello specifico le polizze assicurative agevolate con importanti contributi dalla Unione Europea fino al 70% del costo che risarciscono danni da avversità atmosferiche». In questi giorni la deputata ed ex sindaco di Meduna di Livenza, Marica Fantuz, ha presentato un interrogazione firmata da tutti i parlamentari veneti per chiedere lumi su un intervento da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in aiuto degli agricoltori. «Tra il 7 e l’8 aprile c’è stata una eccezionale ondata di aria fredda di origine scandinava che si è abbattuta sul Veneto con un crollo delle temperature, fino ad arrivare a quattro gradi sotto lo zero - ha spiegato la deputata - mentre vi è stata un’inusuale innalzamento delle temperature a metà febbraio, con punte di 25 gradi raggiunte nella pianura trevigiana, che hanno favorito il risveglio della vegetazione delle piante. Uno shock termico devastante, i danni all’agricoltura sono stati ingenti tant'è che, secondo le prime stime, vi sarebbero danni alle coltivazioni del Prosecco, Chardonnay, Pinot e tutte quelle varietà precoci presenti nei terreni più caldi e sul fondo valle, tra cui le uve Glera della Marca Trevigiana. Per proteggere i raccolti, in varie province del Veneto, sono stati addirittura accesi falò notturni per riscaldare le viti». Da qui la richiesta di ristori adeguati al Governo. —




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