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Treviso, superiori in classe al 60 per cento. Mom esulta: «Gli autobus ci sono»

Retromarcia sulla didattica in presenza. Colladon: «Ora mancherebbero solo 20 mezzi, ce la faremo»

TREVISO. Parziale retromarcia sull’innalzamento della didattica in presenza alle superiori: la bozza del nuovo decreto adesso non impone il 100% alle scuole del secondo ciclo com’era stato annunciato, ma un ventaglio fra il 60% e il 100%. Una mano tesa al trasporto pubblico, una soluzione che permette a Mobilità di Marca di rivedere la luce. «Positiva quest’apertura, mi dà serenità», commenta Giacomo Colladon, presidente Mom, «Ci incontreremo con il prefetto per valutare. Una didattica al 60% significa solo 40 mezzi in più, di cui 20 li abbiamo già. Ce la possiamo fare: l’unico problema sarà trovare gli autisti. I privati ne avranno ancora a disposizione?». A breve il prefetto Laganà convocherà un tavolo allargato a Provveditorato e Mobilità di Marca: servirà a redigere il piano trasporto che avrà efficacia da lunedì prossimo (da mercoledì 28 per Treviso e Castelfranco per via della festività di San Liberale). Probabile che possa arrivare un’indicazione dall’Ufficio Scolastico Regionale: il decreto legge vigente autorizza una forchetta fra il 50% e il 75%, ma è prevalsa sempre la linea prudenziale.

Scuole pronte


Ieri mattina, nell’incontro con la Regione, Mom aveva ribadito l’impossibilità a garantire il 100% con capienza al 50%, evidenziando la necessità di 400 mezzi-extra. Nel mentre, i presidi ricordano che «orari scaglionati e distanziamento» li assicurano da settembre, che la didattica totale in era Covid l’avevano sperimentata nei primi due mesi dell’anno scolastico più difficile di sempre. Quindi: salire al 100% non sarebbe un problema. L’unica richiesta? «Non fateci rivoluzionare gli orari per l’ultimo mese», la sottolineatura dei dirigenti trevigiani del secondo ciclo.

Bus, sospiro di sollievo

Ma torniamo al trasporto pubblico, dall’ultima conferenza del premier Draghi il vero nodo sul possibile ritorno al 100% alle superiori. Ieri il vertice in videoconferenza, fra l’assessore regionale De Berti e le aziende venete del trasporto pubblico, era servito solo a rafforzare il concetto: «Non ce la facciamo». Poi, nel pomeriggio, le anticipazioni sul nuovo decreto hanno permesso a Mom di tirare un sospiro di sollievo. E i presidi? «Noi il 100% l’abbiamo già assicurato a settembre e ottobre», osserva Mario Dalle Carbonare, dirigente dello scientifico Da Vinci.

«La macchina è rodata: i protocolli non cambierebbero, tantomeno gli ingressi scaglionati. Noi abbiamo sempre previsto tre finestre orarie, pure con didattica al 50%: fra le 7.40 e le 8.20. L’unico appello è a non cambiare gli orari. Gli studenti sono già stati sottoposti a troppi andirivieni». Qualche modifica ai protocolli l’aveva in mente Anna Durigon, dirigente del Mazzotti: inevitabile ampliare gli scaglionamenti all’ingresso in caso di didattica al 100%, visto che da settembre l’istituto ha sempre optato per il 50%. —



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