Treviso, si fa mandare foto e video hard da ragazzine: arbitro di basket a processo

Prima ha tentato approcci durante le partite con le ragazze (allora di 13 e 14 anni), poi si è finto un famoso giocatore per farsi inviare il materiale. Una delle due si è confidata con i genitori e lo ha denunciato. E' accusato di adescamento di minori.

TREVISO. Un arbitro di basket giovanile, oggi 31enne, accusato per adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico.

È emerso il 20 aprile nel corso di un processo che vede come parte offesa due ragazzine trevigiane. Il primo fatto avvenne tra il 2009 e il 2010 e riguarda una 25enne, all’epoca 13enne, indotta da tale Marco a mandargli foto osè e video mentre si spogliava.

In realtà, dietro Marco c’era l’arbitro conosciuto durante le partite che più volte aveva tentato degli approcci con lei. “Fu lui a darmi il contatto con quel “Marco”, famoso giocatore di basket, che poi scoprii che era lui. Quando gli dissi che l’avrei detto ai miei genitori o che lo avrei denunciato lui mi minacciava dicendo che avrebbe reso pubblici le mie foto e il filmato".

La deposizione della 25enne non è stata facile ed è stata interrotta anche da qualche lacrima: «All’epoca avevo 13 anni, vivevo una situazione familiare particolare. Ero confusa, mi vergognavo di confidarmi con i miei genitori». A “Marco “ via Skype o via cellulare la ragazzina mandò foto di lei nuda e anche un filmato. Poi però non l’ha mai denunciato.
 

Chi invece non ha avuto paura di parlare è stata un’altra ragazzina, giocatrice di basket (parte civile con l’avvocato Nicola Dotto), che aveva conosciuto l’imputato come arbitro nel 2014, durante un incontro, quando aveva 14 anni. «L’avevo conosciuto come arbitro e mi sembrava una brava persona. Ho avuto il suo numero ed inizialmente si parlava di basket poi ha iniziato a deviare i dialoghi sul sesso. Ho capito che c’era qualcosa che non andava ma temevo di parlarne coi genitori. Lui mi ha chiesto delle foto nude, io gli ho mandato quelle di una mia amica. Poi ho iniziato a sentire il peso della vicenda e ne ho parlato al centro di ascolto della scuola. Poi coi miei genitori l’abbiamo denunciato».

Il processo è stato rinviato a giugno per la sentenza.

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi