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Emergenza Covid, allenatrice di volley bloccata a Vanuatu

La mottense Federica Tonon “prigioniera” nell’arcipelago del Pacifico dove sta preparando la squadra locale per le Olimpiadi di Tokyo: l’isola è chiusa. Tutta colpa del cadavere di un filippino positivo al Coronavirus trovato in spiaggia

TREVISO. Sono partite per un team building in vista delle qualificazioni olimpiche in un’isola dell’arcipelago di Vanuatu in mezzo al Pacifico. Ora, a causa del Covid, si trovano bloccate in un'altra isola, con un solo pallone, dopo aver viaggiato tra villaggi ai piedi di un vulcano raggiungibile con 3 ore di fuoristrada e una lunga camminata.

Se a questo ci aggiungi il ritrovamento di un cadavere sulla spiaggia, gli ingredienti per il romanzo d’avventura ci sono tutti. Federica Tonon, beacher di Motta di Livenza, sapeva bene che la sfida per portare la nazionale femminile di beach volley di Vanuatu alle Olimpiadi di Tokyo sarebbe stata ricca di insidie.

Ma tra quelle messe in conto, probabilmente non c’era il rimanere bloccati in un villaggio ai piedi di un vulcano, e con un solo pallone con cui allenarsi. Federica Tonon si trova a Vanuatu da un mese e mezzo, dopo aver trascorso l’inverno ad allenare da remoto le quattro ragazze della nazionale.

Le prime due settimane le ha trascorse in quarantena, poi ha potuto entrare in azione in spiaggia. La preparazione ha dovuto adeguarsi al calendario incerto delle qualificazione olimpiche e dei tornei di avvicinamento.

Intanto il ct ha deciso di non dedicarsi solo a tecnica e preparazione atletica, ma anche di consolidare il gruppo squadra. Per questo pochi giorni fa con le ragazze e lo staff è partita verso l’isola di Tanna. Saliti sul fuoristrada è iniziato un viaggio verso alcuni villaggi nell’interno, tra cui quello di origine di una delle giocatrici della nazionale.

Un viaggio lunghissimo, tre ore in mezzo al fango con il fuoristrada e poi ancora un pezzo da percorrere a piedi. Sono state accolte con canti e balli, ma poche ore dopo ogni piano è stato sconvolto. Sulla spiaggia di Port Vila viene trovato un cadavere. Dopo le analisi si scopre che è di un pescatore filippino, positivo al Covid. Una malattia che a Vanuatu quasi non hanno conosciuto (un caso a novembre scorso).

Tutti coloro che sono stati vicini al corpo vengono messi in quarantena, e l’isola viene chiusa: non la si può lasciare e non la si può raggiungere. Vale anche per la nazionale di beach volley di Vanuatu, che proprio a Port Vila ha la base per allenarsi.

«Non sappiamo quando potremmo spostarci e raggiungerla» spiega Federica Tonon. Il gruppo nel frattempo ha raggiunto un villaggio sulla costa, dove arriva internet e dove può mangiare e dormire comodamente. Ma organizzare gli allenamenti non è semplice. Nemmeno se ci si trova su un’isola del pacifico e si pratica beach volley.

«Durante le nostre visite ai villaggi abbiamo donato molti palloni. Ora ce ne resta uno solo per giocare» continua Tonon. «Inoltre la parte di isola in cui ci troviamo ha spiagge rocciose o di coralli. Abbiamo trovato due alternative: una spiaggia di sabbia nera vulcanica dall’altra parte dell’isola, e una di coralli da pulire. Andremo in quella nera, e giocheremo con i calzini perché sarà rovente».

Oggi doppio allenamento, perché il treno delle Olimpiadi non va perso, e a giugno c’è l’ultima fase delle qualificazioni.Un’impresa in cui Federica Tonon crede, come ci credono le ragazze. Vanuatu ha vinto la prima fase della Continental Cup, che ha consentito alla nazionale di accedere direttamente alla fase finale; vincendola staccherebbe il biglietto per Tokyo.

Avrebbe dovuto tenersi a maggio, è stata spostata a giugno, e probabilmente cambierà anche la sede, dalla Cine alla Thailandia. Prima Federica Tonon vorrebbe portare le ragazze a testarsi in Europa, con un paio di tornei in Bulgaria e in Repubblica Ceca. Tutti gli spostamenti però – già complicati dai pochi collegamenti di Vanuatu con il resto del mondo - sono complicato dal Covid. Ma la prossima settimana anche nell’arcipelago del pacifico arriveranno i vaccini.


 

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