Contenuto riservato agli abbonati

Bacino di laminazione sul Piave, è scontro tra i sindaci: «Opera improrogabile»

Sicurezza idraulica: San Donà capofila dei Comuni rivieraschi del Basso Piave chiede un vertice con la Regione. Quelli a monte sono contrari

PONTE DI PIAVE. Sicurezza idraulica del Piave, la Regione incontra i sindaci. L’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Giampaolo Bottacin, è stato delegato dal governatore Luca Zaia a incontrare i sindaci dei Comuni rivieraschi del medio e basso corso del Piave.

A presentarsi all’incontro, che si terrà prossimamente, i primi cittadini dei Comuni delle province di Treviso e Venezia interessati:Breda di Piave, Cimadolmo, Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa, Ponte di Piave, Salgareda, San Biagio di Callalta, Spresiano e Zenson.

L’incontro è stato chiesto dal sindaco di San Donà, Andrea Cereser, a nome dei colleghi e intende fare il punto sull’avvio della progettazione degli interventi di realizzazione delle casse di espansione nel tratto collinare del fiume.


Un’opera che era stata finanziata nel 2017 dal ministero dell’Ambiente per oltre un milione di euro, con una capacità contenitiva di 35 milioni di metri cubi d’acqua e che dovrebbe essere realizzata nelle grave del Piave a Ciano del Montello.

Un progetto che però trova un ostacolo da parte del Comune di Crocetta del Montello, che ha lanciato una mozione, sostenuta dalle amministrazioni di Cornuda, Valdobbiadene, Montebelluna, Vidor, Caerano San Marco e Volpago del Montello, per bloccare il progetto.

A loro avviso l’area di Ponte di Piave sarebbe un luogo più idoneo per la realizzazione del bacino di laminazione, che dovrebbe impedire l’alluvione durante le piene del Piave, Una zona che era stata indicata anche dal Piano stralcio sicurezza idrica redatto dall’Autorità di distretto. «La nostra volontà», spega il sindaco Cereser, «è quella di arrivare senza indugio alla realizzazione del bacino di laminazione di cui il governo ha già finanziato la progettazione tenendo conto di tutti gli aspetti coinvolti, inclusi quelli di valenza ambientale, ma ricordando che la priorità deve essere data alla tutela dell’incolumità delle persone che vivono nel tratto di pianura».

«Sempre più frequentemente il Piave ci dà segnali di ammonimento che non possiamo trascurare», aggiunge il primo cittadino di Ponte di Piave, Paola Roma- È quanto mai urgente e necessario, quindi, procedere affinché le nostre popolazioni possano essere messe in sicurezza quanto prima». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi