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Banda dei bancomat, due patteggiamenti in tribunale a Treviso

Tre anni ad Andrea Rossetto e Alberto Garbin per i colpi nelle banche del triveneto. Il 6 luglio l’ultimo atto del processo

TREVISO. Banda dei bancomat, Andrea Rossetto e Alberto Garbin patteggiano tre anni ciascuno, Angelo Garbin patteggerà il 6 luglio. Si è chiuso ieri, il filone “trevigiano” del lungo e complesso processo della cosiddetta “banda dei bancomat”, al centro di un altrettanto complicata vicenda giudiziaria fatta di ricorsi, appelli e udienze che hanno a più riprese visto gli imputati rimessi in libertà per poi tornare in carcere.

Ieri mattina, in una giornata in cui il Tribunale e gli avvocati sono stati scossi per via della vicenda della morte di un uomo colto dal malore proprio davanti alle aule del piano terra, i legali Fabio Crea avvocato di Andrea Rossetto e Giuseppe Muzzupappa, che difendeva Angelo e Roberto Garbin, si sono presentati in aula. Ben diciotto i capi d’imputazione pendenti sui tre, tutti legati agli assalti che hanno messo in allarme diverse province del Triveneto negli ultimi anni, in questo caso, per la parte relativa alla Marca.

Andrea Rossetto, nato a Conegliano e residente a Ponte della Priula, ha patteggiato tre anni. Stessa sorte toccata ad Alberto Garbin, di origine sinti, padovano residente a Oderzo. La decisione su Angelo Garbin, anche lui sinti, invece, è stata rinviata al 6 luglio, ma sembra che si vada, anche per lui, verso il patteggiamento a tre anni, come per gli altri membri del sodalizio criminale.

«Sono soddisfatto» commenta l’avvocato Fabio Crea, «visti i numerosi capi di imputazione e i soggetti recidivi». La banda ricordiamo, secondo l'accusa, riuniva membri provenienti da diverse province e organizzati in due "gruppi di assalto" che facevano riferimento però entrambi a Jody Garbin, ventinovenne di origini veneziane ma residente a Trevignano in provincia di Treviso.

Lui sarebbe stato l'artificiere, l'uomo incaricato di organizzare le esplosioni per scardinare e sventrare i bancomat arrivando alle banconote. Attorno a lui altre 17 persone sparse tra Treviso, Padova, Verona, Venezia ma anche Pordenone. Tra loro c’erano, appunto, Andrea Rossetto, Alberto Garbin, padovano residente a Oderzo e Angelo Garbin, di Mareno.

Tra le accuse rivolte ai due Garbin ieri a processo, c’erano anche quella di fabbricazione degli ordigni che sono stati poi fatti esplodere negli assalti dei bancomat e quella di organizzare i colpi, decidendo di volta in volta a chi farli commettere. Il loro ruolo, insomma, non era per nulla marginale. Al contrario. Tutti reati che avrebbero commesso in concorso con Jody Garbin. Tra le numerose banche e gli sportelli delle varie filiali presi di mira, il Credito Cooperativo di Trevignano, la Banca Popolare Volksbank di Tezze sul Brenta, la Popolare di Verona di Rossano Veneto e molte altre tra Padova, Venezia, Vicenza.

«Si va verso il patteggiamento anche per Angelo Garbin» spiega Muzzupappa «probabilmente tre anni anche a lui, ma è da definire, abbiamo trovato il migliore accordo per i clienti». —




 

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