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Prosecco tarocco distribuito on line dal colosso Alibaba: rabbia Coldiretti Treviso

Un evento con lo “stato maggiore” della società cinese Alibaba

Il presidente Polegato: «L’ho assaggiato, è inqualificabile. La rete viene usata come porto franco, i casi aumentano»

CONEGLIANO. Il successo mondiale delle bollicine? È un paradosso, ma viene certificato dal colosso cinese Alibaba, tra le più grandi piattaforme web di vendite on line al mondo, che distribuisce non solo il vero Prosecco ma anche quello taroccato, con etichette che nelle varie lingue ne imitano la presunta identità.

«Accanto ad esperienze positive di successo la rete viene usata spesso come porto franco e diviene uno dei canali ideali per la diffusione dell’Italian sounding – protesta Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, oltre che titolare della casa Astoria – la contraffazione, la falsificazione e l’imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo supera per fatturato i 100 miliardi di euro, con quasi due prodotti apparentemente italiani su tre in vendita sul mercato internazionale».

La Denominazione Prosecco distribuisce più di mezzo miliardo di bottiglie, la Docg altri 92 milioni, l’Asolo Prosecco circa 20 milioni. Quante confezioni vengono immesse nel mercato come taroccato? «Come facciamo a saperlo. Sicuramente, però, saranno numerose - spiega Polegato - e tutte a prezzo ridotto rispetto a quelle delle bollicine autentiche». Il presidente di Coldiretti conferma di aver assaggiato questi presunti concorrenti. «Non c’è confronto. Sono vini inqualificabili, lontanissimi dalla qualità del nostro Prosecco. Chissà con quali uve saranno confezionati, con quali altri ingredienti».

Sulle piattaforme dell’e-commerce, il Prosecco taroccato fa compagnia a brutte copie di parmigiano reggiano, grana padano, gorgonzola, pecorino toscano, l’olio pugliese e quello toscano. È quanto emerge, appunto, da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della multa da 18,2 miliardi di yuan (pari a 2,78 miliardi di dollari) per abuso di posizione dominante annunciata dalle Autorità cinesi nei confronti del gigante Alibaba. Lo scorso 25 marzo si è rinnovato rinnovato l’accordo tra il Ministero delle Politiche Agricole, l’Istituto repressione Frodi (Icqrf) e il Gruppo Alibaba per promuovere le eccellenze agroalimentari del nostro Paese e combattere i falsi.

«Un impegno che – riferisce la Coldiretti – ha permesso lo scorso anno di far rimuovere nell’alimentare ben 24 referenze italiane contraffatte, la cui diffusione è favorita anche dalle difficoltà provocate dalla pandemia Covid». Doc, Docg e Asolo Prosecco agiscono di concerto nell’azione di controllo. «Il Sistema Prosecco – fanno sapere i tre Consorzi - svolge un capillare controllo dei maggiori marketplaces mondiali per verificare le modalità di vendita dei vini Prosecco, eventuali prodotti contraffatti o lesivi delle denominazioni del Sistema». —



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