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Il “Bla Bla” di Conegliano si arrende dopo 40 anni, altra serranda abbassata in centro

Patrizia Loberto (Conegliano in Cima): «Situazione grave, perdiamo negozi storici uno dopo l’altro». Molti commercianti ancora indecisi se riaprire dopo l'estate o chiudere per sempre

CONEGLIANO.Un’altra vetrina si spegnerà in centro, sabato inizierà la svendita totale per chiusura del “Bla Bla” abbigliamento. Una delle attività di più lunga data in Corte delle Rose.
 
«La chiusura è causata da un imposto “apri e chiudi” che è diventato uno stress, non si può andare avanti così», spiegano dal negozio di cui è titolare Giuseppe Granzotto. Si tratta della fine di un’attività lunga 40 anni, il predecessore del “Bla Bla” era stato il “Can Can” in via Cavour. Per le prossime tredici settimane, in Corte delle Rose, si svuoterà il magazzino con gli sconti. Poi resterà un altro spazio vuoto dal futuro incerto.
 
La presidente di Conegliano in Cima (ex ed presidente di Corte delle Rose), Patrizia Loberto, non nasconde la sua preoccupazione: «Preoccupa che chiudano anche le insegne storiche, il Bla Bla ha vestito generazioni - afferma - si tratta di negozi storici per Conegliano, come la pasticceria Battistuzzi, purtroppo ce ne saranno altri». Secondo la rappresentante dei commercianti il problema parte da lontano.
 
«Lo scorso anno ci hanno lasciati soli, è mancata una squadra, dall’amministrazione dovevano dare un supporto nel commercio, sono arrivati dopo mesi 500 euro e 600 euro dallo Stato – lo sfogo di Loberto - si doveva intervenire sulle spese e dare aiuti ai negozianti. Ora i nodi vengono al pettine. A Conegliano ognuno ha dovuto fare da sé per esempio sugli affitti, ci sono stati proprietari disponibili che hanno abbassato, ma non sono state ridotte le tasse come l’Imu. Quanto sta avvenendo è il colpo di coda anche degli acquisti su internet, la gente rimane a casa e compra da casa, i negozi chiudono».
 
Lunedì era stato l’ultimo giorno dopo 45 anni della pasticceria Battistuzzi di via Cavour, già Baldissin, una tradizione ancora più storica.
 
Patrizia Loberto, un trascorso da presidente di Corte delle Rose, aveva abbassato la serranda a gennaio di Stefanel, con la volontà di riaprire un negozio d’abbigliamento: «Il problema ora non è quando aprire, settembre o dicembre fa poca differenza, il problema è se aprire».
 
Non si scoraggia e lancia una serie di proposte: «Sarà dura, ma i negozi sono il fulcro della città. Vanno messe a punto delle strategie, investendo e aiutando con l’affitto, abbassando l’Imu come a Vittorio Veneto. Agevolare il locatore con "sconti" sulle imposte comunali per nuove locazioni e dall’altra parte, nelle zone più appetibili della città, alzerei le imposte comunali a chi non affitta, obbligando a mantenere l'immobile in maniera decorosa». —
 

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