Canova e Bertorelli infiammano la Lega. Da Tos “demolisce” Marchi e masterplan

Conte blinda Colonna Preti: scelti i tre curricula miglliori. Il consigliere: pronto a lasciare la presidenza di commissione

TREVISO. «Ho scelto Claudio Bertorelli e gli atri due consiglieri (la docente universitaria Emma Sdegno e Fabrizio Renzi ex Ibm ñdr) perché i loro tre curricula erano nettamente migliori degli altri candidati».

Parole di Mario Conte, alla maggioranza, l’altra sera. All’ordine del giorno il masterplan del Canova, che l’assessore Alessandro Manera ha illustrato ai consiglieri. Ma era appena scoppiato il caso della Fondazione Mazzotti, con le dimissioni del paesaggista e rigeneratore urbano (senza laurea, ma con titolo prestigiosi) designato da Conte una settimana fa.


E il sindaco ha voluto assumersi ogni responsabilità blindando da ogni potenziale addebito l’assessore Lavinia Colonna Preti, quasi prevedendo le richieste di chiarimento della maggioranza, in cui diversi non tifano diciamo così, la titolare del referato alla cultura.

Conte ha chiarito che verrà riaperto il bando per la successione, ribadiendo che nulla cambia per la Fondazione, su cui, assieme a Colonna Preti, ha puntato moltissimo. E sul punto nessuno è intervenuto: “silenti” i malumori che da giorni covavano. E si sa quanto in questi tre anni scarsi di governo della giunta Conte, le tre liste di maggioranza soffrano quasi sistematicamente l’assenza di coinvolgimento e il potere di quello che viene definita la cerchia dei fedelissimi di Conte.

Ma nessuno si sarebbe potuto aspettare quel che sarebbe seguito. RadioLega riferisce di un “monologo accaloratissimo” di Giancarlo Da Tos, peraltro presidente della commissione lavori pubblici – nonché consigliere provinciale con delega – per contestare apertamente la viabilità del masterplan del Canova e la stessa passerella sopra la Noalese, ricordando all’amministrazione che la proprietà è pubblica. Bordate a Marchi e Save (ma anche a Panatta per i progetti edilizi adiacenti al suo centro sportivo in costruzione alla Ghirada), con l’invito alla giunta a non subire «alcuna speculazione dai privati».

Sconcerto in sala. E non è mancato chi ha invitato il consigliere a placarsi. Mal gliene incolse: sia al capogruppo leghista Riccardo Barbisan («E tu allora meno 600 euro») che a Vittorio Zanini. Manera ha replicato ricordando che il progetto è firmato di Save, e che il Comune aveva mediato sugli aspetti più strategici del progetto.

A stretto giro di chat (interna), ieri mattina, le scuse di Da Tos per i toni alterati. Con tanto di reiterata disponibilità a fare un passo indietro sulla stessa presidenza di commissione Lavori Pubblici. Subito al lavoro la squadra di conciliatori per sminare il caso: paziente lavoro diplomatico. Ma intanto in maggioramnza si invoca maggior raccordo tra giunta e consiglieri, e chissà perché rimbalzano nuove istanze di “variazioni” alla giunta più sostanziose delle redistribuzioni di deleghe operate da Conte pochi mesi fa. —


 

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