Treviso, è pronto il centro innovazione De’ Longhi 

A fine estate l’inaugurazione del nuovo polo da 20 mila metri quadrati. Post pandemia investimenti per oltre 700 milioni di euro

TREVISO. La risposta alla pandemia del gruppo De' Longhi sono investimenti per oltre 700 milioni di euro, con acquisizioni tra Stati Uniti ed Europa e il nuovo hub della ricerca che nascerà a Treviso

. Massimo Garavaglia, 55 anni, da circa un anno guida la multinazionale trevigiana e racconta al “Corriere Economia” le mosse della società che impiega 9 mila dipendenti.

De' Longhi ha comprato a novembre negli Usa la Capital Brands (frullatori tech), mentre è di pochi giorni la crescita al 100% del gruppo svizzero Eversys (macchine professionali per il caffè espresso). Il futuro è l'Innovation center di De' Longhi, che sta sorgendo a Treviso all’interno del nuovo quartier generale.

«Speriamo dopo l'estate di poter inaugurare in presenza la nuova sede» spiega il ceo di De' Longhi, «abbiamo ampliato di oltre 20 mila metri quadrati la sede di Treviso, triplicando gli spazi. Soprattutto, inauguriamo l'hub dell'innovazione per lo sviluppo di tecnologie e per il digitale con un team di ingegneri e tecnici. Investiamo in ricerca il 2,5% del fatturato, cioè oltre 50 milioni l'anno».

Il numero uno nelle macchine per il caffè a casa e tra i principali player nel settore del piccolo elettrodomestico con i marchi De' Longhi, Kenwood, Braun, nel 2020 ha chiuso con 2,368 miliardi di ricavi consolidati e punta a fine anno ad arrivare a 2,8 miliardi. La quota export è pari al 95%.

La scelta di De' Longhi è di controllare tutti i passaggi dei propri prodotti: progetta, disegna, produce tutto internamente. «C'è grande sintonia con la famiglia che è dietro a ogni operazione» racconta ancora Garavaglia, ex dirigente alla svizzera Barry Caillebaut, che produce il 25% del cacao a livello mondiale, «La ricetta giusta per il capitalismo familiare? La parte rilevante delle azioni deve essere saldamente in mano agli imprenditori perché rappresentano la solidità e la visione di lungo termine».

I De' Longhi detengono il 57% della società. «Investiamo in Italia, nell'innovazione in un momento difficile» prosegue Garavaglia, «comunque in quella cifra ci sono molte voci.

A partire dagli investimenti commerciali sui singoli brand che nel 2020 sono stati pari al 12,4% del fatturato e quest'anno saliranno a circa il 13,4%. Poi ci sono quelli industriali: 89 milioni lo scorso anno contro i 62 del precedente. Infine, le acquisizioni. Capital Brands per prima, acquistata per 420 milioni di dollari, 330 milioni in euro. Poi c'è stata Eversys che di fatto diventa una nuova gamba di business, con le sue macchine automatiche per il caffè, dove il digitale sta assumendo un ruolo chiave.

Abbiamo investito circa 110 milioni di franchi per salire al 100%». Nei prossimi anni il gruppo trevigiano punterà a crescere in Asia e Usa («mercato che vale un miliardo di dollari e dove un passo importante lo abbiamo già fatto»). —


 

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