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Amazon a Treviso: aprirà un deposito all’ex Scardellato

Il cantiere all'ex Scardellato, dove sorgerà il deposito di Amazon

Area di 5 mila mq, 60 posti di lavoro a 1.550 € lordi/mese. Conte: lavoro, recupero urbano, sostenibilità, mezzi elettrici

TREVISO. Amazon scommette altre fiches su Treviso e sulla Marca, sempre pià area strategica della logistica veneta e nordestina. Mentre attende che si sblocchi il polo logistico tra Roncade e Meolo, il colosso dell’e-commerce aprirà due centri di smistamento, a Riese e uno nel capoluogo, alle Stiore, nodo strategico alle porte della città.

La struttura sorgerà all’ex Scardellato, vicino al mercato ortofrutticolo. Qui, abbattuti i vecchi capannoni, sorgerà un deposito con superficie di ben 5mila metri quadrati, che impiegherà venti magazzinieri e quaranta autisti per le consegne.


L’ex Scardellato è abbandonata da molto tempo (era stat la “fucina” di Azzurra) , da quando l'azienda aveva concentrato l'attività nel capannone di Casale per poi scontrarsi con la crisi che aveva portato al ko e alla messa all'asta dello storico polo artigianale alle Stiore.

A gennaio sono partiti i lavori di demolizione dei capannoni coperti dal soffitto a onde che ormai facevano parte del panorama industriale delle Stiore; la firma del cantiere, ovvero la Vailog, aveva già fatto ipotizzare che li a fianco al cavalcavia di San Giuseppe potesse arrivare Amazon. Ieri l’ufficialità è arrivata dalla società stessa.

Il sindaco Mario Conte ha esultato all’arrivo dell’ufficialità del nuovo insediamento produttivo. «Creazione di posti di lavoro, sostenibilità ambientale, rigenerazione di un’area dismessa di 5.000 metri in zona Mercato Ortofrutticolo e utilizzo di mezzi elettrici per le consegne. Nel dialogo costruttivo coi privati ci siamo assicurati che venissero privilegiati i fattori dell’occupazione, della riqualificazione, del risparmio energetico e della tutela dell’ambiente», le sue parole.

Ma l’arrivo di Amazon in città non convince tutti. Qualità dei contratti, traffico, inquinamento, concorrenza imbattibile per i piccoli commercianti, sono le conseguenze che preoccupano i molti trevigiani, che ieri hanno commentato il post del sindaco.

Si va dall’invito a boicottare Amazon, a chi definisce “nuovi schiavi” i lavoratori che troveranno occupazione al magazzino; ma è soprattutto la sfida al piccolo commercio a preoccupare. Non manca ovviamente chi sostiene sia un’occasione da non farsi scappare, anche per gli stessi negozianti che potrebbe sfruttare le capacità di Amazon per vendere i loro prodotti.

Intanto, Amazon annuncia che i dipendenti saranno assunti al quinto livello del Contratto nazionale Trasporti e e Logistica, con un salario d'ingresso di 1.550 € lordi/mese, con benefit aziendali e un'assicurazione integrativa contro gli infortuni.

I corrieri saranno assunti da fornitori di servizi di consegne, al livello G1, sempre del contratto Trasporti e Logistica, con un salario d'ingresso di 1.644 € lordi/mese per i dipendenti a tempo pieno, oltre a 300 €/netti mensili come indennità giornaliera. «Auspichiamo che l’impatto occupazionale delle nuove strutture che la multinazionale porterà nella Marca sia stabile nel tempo, e che le condizioni di lavoro siano dignitose e rispettose dei contratti di riferimento», mette in chiaro il segretario della Cisl Massimiliano Paglini, «senza turni massacranti e con la possibilità per i lavoratori di organizzarsi come libera iniziativa sindacale, l’unico strumento che li tutela dallo strapotere del datore di lavoro, in particolare di questi colossi del web. Ci aspettiamo che le parole d’ordine di questo importante investimento sul territorio siano rispetto e sostenibilità, non solo ambientale, ma anche e soprattutto sociale e lavorativa». —
 

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