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«Enzo ci diceva sempre: vado su per vedere se la finisco volando»

La commozione degli amici e compagni di volo

enzo favero
2 minuti di lettura

MONTEBELLUNA

Aveva 83 anni e una grande passione per il volo, una passione che si è conclusa tragicamente ieri appena dopo il decollo dalla pedana del Col del Puppolo. Pensionato, Enzo Giordani era originario di Cervia e a Montebelluna era arrivato tanti anni fa e aveva avviato un’attività di produzione di terriccio per le fungaie. Era però in pensione da vari anni e nonostante l’età continuava a praticare quella che era sempre stata la sua più grande passione, il volo appunto e con la sua vela era solito salire sulle pendici del Grappa per lanciarsi per librarsi in aria. L’altra sua passione era il catamarano, anche lì il governo della vela per lanciarsi sulle onde. A lanciarsi col parapendio aveva cominciato negli anni Ottanta e da allora non aveva più smesso. Faceva parte dell’Eagle Club Montebelluna che era confluito poi nell’Eagle Club Valdobbiadene e col sodalizio aveva partecipato anche ad alcune gare consistenti nell’atterrare il più vicino possibile al punto d’arrivo. Ieri aveva già fatto un volo, era tornato sul Col del Puppolo per lanciarsi nuovamente. «Deve aver sbagliato la partenza o essere stato investito da una folata arrivata da ovest –spiega Fausto Bosa, il presidente della Confartigianato AsoloMontebelluna anche lui appassionato di volo, presente ieri sul Col del Puppolo– perché non è riuscito a decollare ed è caduto subito giù. Aveva una passione sfrenata per il volo, lo vedevo sempre qui pronto a lanciarsi».

Enzo Giordani abitava nel complesso della Busa d’Oro a Montebelluna, lungo il pendio che sale verso Mercato Vecchio. Era sposato con Uta, originaria della Germania, ed aveva due figli e uno dei due ieri pomeriggio è arrivato sul luogo dell’incidente dopo essere stato avvertito dell’incidente mortale accaduto al padre. «Lo conoscevamo tutti qui – aggiunge Agostino Sgarbossa – Enzo frequentava sempre più spesso questa zona per lanciarsi col deltaplano. Era un grande esperto di volo e non sappiamo spiegarci come sia potuto accadere».

Appena avvertito, per il Col del Puppolo è partito Stefano Semenzin, medico montebellunese e stretto amico della vittima. «Era una persona straordinaria, sempre positivo – lo ricorda Semenzin– Era sempre allegro, di una allegria contagiosa. Anche se aveva 83 anni la passione per il volo era sempre viva in lui, tanto che saliva di frequente in Grappa per lanciarsi. Diceva sempre una frase quando gli chiedevo perché continuava a volare, andava su per vedere se la faceva finita così. Purtroppo quella sua frase è diventata realtà. Anni fa era toccato a Mosè, adesso a Enzo, uno alla volta ce ne stiamo andando tutti noi appassionati di volo. Ci mancherà la sua allegria. Lo conoscevamo tutti nel nostro mondo del volo, era amico di tutti. La notizia è subito circolata tra di noi e ci siamo diretti al Col del Puppolo per cercare di capire cosa era accaduto» . —



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